Pamela Mastropietro/ Il tossicologico esclude la morte per overdose (Quarto Grado)

- Morgan K. Barraco

Pamela Mastropietro non è morta per un’overdose da eroina. A confermarlo il tossicologico. La comunità Pars si sarebbe potuta opporre alla sua uscita? Il caso a Quarto Grado. 

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Diminuiscono le accuse nei confronti dei tre nigeriani

Pamela Mastropietro non è morta a causa di un’overdose. A confermare il sospetto già emerso nelle indagini sono stati i medici legali, grazie al risultato dell’esame tossicologico. La 18enne non sarebbe quindi morta a causa di una dose di eroina eccessiva, particolare che andrà confermato anche grazie agli esami successivi e che potrebbe aggravare ancora di più la posizione dei quattro nigeriani arrestati. Innocent Oseghale, Lucky Awelima e Desmond Lucky sono gli assassini di Pamela? I tre sono per ora accusati di omicidio in concorso, occultamento e vilipendio di cadavere e deve ancora essere chiarita del tutto la posizione di un quarto uomo, Anthony Anyanwu, l’unico per ora in libertà e che sarebbe una sorta di santone a cui tutta la comunità nigeriana di Macerata si rivolgeva in caso di problemi. Le ultime notizie sull’omicidio di Pamela Mastropietro verranno approfondite a Quarto Grado questa sera, venerdì 2 marzo 2018, grazie alla nuova puntata. Intanto le autorità hanno effettuato una nuova perlustrazione nella terrazza degli orrori, in cerca di ulteriori indizi e prove che possano chiarire meglio la dinamica dei fatti. I genitori invece sono già all’opera per far mettere agli atti le cartelle cliniche della 18enne dove sarebbero state cancellati, sottolinea Il Resto del Carlino, diversi punti ed in cui sarebbero presenti delle anomalie. 

LA FAMIGLIA DELLA 18ENNE PRONTA AD APPROFONDIRE IL RUOLO DELLA COMUNITA’ PARS

Perché Pamela Mastropietro si è allontanata dalla comunità Pars in cui era ospite da alcune settimane? E’ questo uno dei punti ancora da chiarire nell’omicidio della 18enne e che potrebbe spiegare perché si sia imbattuta nei suoi assassini. Particolari che appaiono strani se solo si analizza la personalità della ragazza ed i giorni precedenti alla sua morte, in cui aveva ribadito alle amiche di voler rifarsi una vita. Dettagli che coincidono con quanto riferito dalla madre agli inquirenti. Pamela si era rimessa a studiare, frequentava dei corsi ed aveva di recente recuperato delle dispense per approfondire la sua passione, la Criminologia. Le tre migliori amiche l’avevano vista alcuni giorni prima del suo ricovero in comunità e ribadiscono che le sue condizioni di salute fossero ottime. Appare quindi oscuro il motivo che ha spinto Pamela Mastropietro a lasciare la comunità e di conseguenza abbandonare il desiderio di una vita migliore. Durante una puntata di Chi l’ha visto, il direttore della Comunità Pars ha sottolineato che nessuno avrebbe potuto fermare la 18enne, dato che il suo ricovero era volontario. Un’operatrice l’avrebbe inoltre vista scendere le scale ed avrebbe cercato di farle cambiare idea. La 18enne tuttavia aveva già raccolto le sue cose in una valigia ed era decisa ad andarsene. Perché? Era stata lei stessa a chiedere di andare nella comunità Pars. Particolari ambigui che andranno chiariti nel corso delle indagini, così come il ruolo dell’uomo che l’ha avvicinata nelle ore successive. Si tratta di un 50enne di Mogliano, sottolinea Libero Quotidiano, un italiano che le avrebbe offerto ospitalità per la notte ed in seguito l’avrebbe accompagnata alla stazione con la propria auto. 

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