MASSIMILIANO PANI/ Sul presunto ritorno di Mina (Che tempo che fa)

- Morgan K. Barraco

Massimiliano Pani, il figlio di Mina cosa svelerà dell’artista nel salotto di Rai 1? In questi giorni presentato l’ultimo lavoro, lo splendido album Maeba. (Che tempo che fa)

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Massimiliano Pani (web)

La cravatta di Massimiliano Pani è per Mina: “Di solito i musicisti non la indossano, ma a mia madre piace”. Videomessaggio da parte di Fiorello: “Mina va festeggiata tutti giorni, come in Alice nel Paese delle Meraviglie: il non-compleanno. Perché è senza tempo”. Niente di più saggio: perché festeggiare la vecchiaia? Nel caso in esame, poi, è del tutto superfluo. Qual è il suo elisir? “Non esporsi troppo. Per questo la sua voce non cambia, l’ha saputa calibrare”. Riscontro scientifico a parte, la scelta di Mina è paradossale: “La sua assenza è una grande presenza, soprattutto nell’era dell’apparire”. E “apparire” è sinonimo di tv: “Basta accenderla su Rai 1 per ritrovare i suoi filmati d’antan”. Ha mai avuto voglia di tornare? “A volta ci scherziamo su, in studio. Pensiamo all’impatto che avrebbe dal vivo”. Ma la risposta è no. [agg. di Rossella Pastore]

MINA OSPITE A CHE TEMPO CHE FA

In questi giorni Massimiliano Pani ha presentato uno degli ultimi lavori della madre Mina, l’album dal titolo Maeba. Impossibile inquadrare questo ultimo capolavoro musicale dell’artista in un genere definito, dato che come ha ricordato Pani in occasione della presentazione, ‘Non avere un genere di riferimento è la forza di Mina’. Così come vario è anche il titolo scelto per il disco, un enigma che per ora è destinato a rimanere tale. In copertina l’alieno che la madre ha deciso di interpretare di recente, una delle dimostrazioni del fatto che la cantante sia una delle più moderne del panorama italiano. Questa sera, domenica 25 marzo 2018, Massimiliano Pani interverrà a Che tempo che fa per parlare dell’ultimo step discografico della madre. Una raccolta di brani che annovera al suo interno l’ultima canzone scritta dallo scomparso Paolo Limiti, Il mio amore disperato, così come il primo duetto che vede la cantante al fianco di Paolo Conte, dal titolo A minestrina.

L’AMMIRAZIONE PER LA MADRE MINA

L’ammirazione di Massimiliano Pani per il lavoro della madre e per il suo genio artistico non è mai stata messa in discussione. E’ stato il figlio dell’artista a rivelare tra l’altro in occasione della presentazione di Maeva, l’ultimo album di Mina, quale sia la tecnica con cui la cantante affronta ogni suo lavoro. Niente registrazioni e prove in studio, nessuna ombra di insicurezza. ‘Ha le idee chiare e le comunica ai collaboratori’, ha sottolineato, aggiungendo anche che la realizzazione materiale dell’album è costata a Mina solo un paio di pomeriggi. Assente anche qualsiasi tipo di manipolazione digitale, che come ha evidenziato Pani impedirebbero a Mina di poter trasmettere quella forza emotiva che è al centro delle sue canzoni. Non è escluso tra l’altro che la cantante decida di accettare di dare il via ad un tour, un discorso ipotetico che ha visto impegnati madre e figlio in alcune occasioni. Il problema tuttavia è il repertorio che Mina vorrebbe portare all’attenzione del pubblico, una scaletta di 48 brani di difficile realizzazione per diverse date.

LA VITA E LA CARRIERA

Il compositore Massimiliano Pani nasce nell’aprile del ’63 dall’unione fra Mina e l’attore Corrado Pani e questo contesto familiare gli permette di sviluppare subito un forte interesse per le arti. Debutta infatti con i suoi primi due brani appena sedicenne, Il vento e Sensazioni, entrambi presenti in Attila, l’album che Mina ha pubblicato alla fine degli anni Settanta. Inizia a collaborare conla cantante fin dall’album successivo, figurando come arrangiatore e strumentista. Negli anni successivi diventerà anche produttore musicale, ampliando i suoi lavori verso grandi nomi della musica italiana, come Fabrizio De Andrè e Adriano Celentano, collaborando anche con artisti del mondo jazz come Andrea Braido e roberto Gatto. Importante il lavoro di Pani anche come compositore di colonne sonore per le emittenti nazionalii italiane, dai film alle fiction fino agli spot pubblicitari, fra cui si ricorda il lavoro per la Barilla e Unicredit.

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