Ivan Cattaneo/ “Non ambisco ad essere una icona gay” (Domenica In)

- Valentina Gambino

Ivan Cattaneo ospite a Domenica In con Cristina Parodi si esibirà sulle note di “Sono bugiardo”, il suo cavallo di battaglia, ecco la sua carriera dagli esordi ad oggi.

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Ivan Cattaneo

Ivan Cattaneo sarà tra gli ospiti di oggi di Domenica In con Cristina Parodi. Il celebre cantante, interpreterà uno dei suoi successi (rivisitati): “Sono bugiardo”. Successivamente il poliedrico artista farà anche parte del parterre di ospiti per commentare la puntata di Pasqua. Proprio lo scorso 18 marzo è stato il compleanno di Cattaneo, da sempre artista particolare e sopra le righe in grado di rivoluzionare la musica già esistente mentre – si dice – stia lavorando anche ad un nuovo album. La carriera di Ivan Cattaneo, come ben sapere non si ferma solo alla musica ed infatti, oltre ad essere cantautore e musicista è anche un valido pittore, scrittore, produttore artistico e attore. Nato il 18 marzo del 1953 a Bergamo, Ivan inizia la sua carriera fin da piccolissimo partecipando allo Zecchino D’Oro. Dopo il diploma parte per Londra e prende ispirazione da talenti musicali come Mark Edwards, David Bowie, Marc Bolan, Cat Stevens e Francis Bacon. Rientrando in Italia poi, la vera popolarità.

Ivan Cattaneo: “Io icona gay? Non mi hanno mai supportato!”

Le sue collaborazioni artistiche si aprono lavorando al fianco di Claudio Lolli, Eugenio Finardi, Demetrio Stratos e Alan Sorrenti. Durante uno di questi concerti, viene notato da Nanni Ricordi, storico scopritore di cantautori e discografico di spicco della scena musicale italiana. Il produttore lo ingaggia per sua etichetta musical “Ultima Spiaggia” e pubblica il primo 45 giri. Intervistato un paio di anni fa da Alessio Poeta per gay.it, Ivan Cattaneo aveva tirato in ballo in Grande Fratello Vip in quanto inizialmente, era saltato fuori tra i possibili nomi che ne avrebbero preso parte. Smentito il reality, il cantautore ha voluto porre l’accento sul significato che un personaggio gay possa avere in televisione rispetto alla comunità intera: “Io penso che ognuno debba rappresentare sé stesso, e basta”. E sull’essere icona gay: “Io sono stato il primo, ma non per questo voglio fare il paladino dei gay a tutti i costi. Non ambisco ad essere un’icona. Sono stato, volente o nolente, un modello. Incontro tanta gente che mi ringrazia per avergli dato la forza di uscire dal proprio guscio. La maggior parte delle icone gay, poi, sono le prime ad odiare i gay stessi. Per carità…”. Di contro, pare che il mondo gay non l’abbia mai supportato: “Sono stato sempre trascurato e questo non mi rende felice”.



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