SERGIO CASTELLITTO/ “Un uomo può scegliere di essere un gentiluomo, i molestatori sono m…e umane!”

- Fabiola Iuliano

Attore e regista di fama mondiale, Sergio Castellitto ha espresso la sua opinione sul tema delle molestie e sulla “gestione del potere maschile” nel nostro paese.

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Sergio Castellitto, con la moglie Margaret Mazzantini (Wikipedia)

Vincitore di tre David di Donatello e di sei Nastri d’Argento, Sergio Castellitto si racconta e lo fa parlando del mondo del cinema e del tema che negli ultimi mesi ha infervorato l’opinione pubblica: quello delle molestie. L’attore e regista, che nel corso di un’intervista rilasciata a GQ si è schierato fermamente dalla parte delle vittime, ha ammesso che “la predatorietà non è un corollario naturale dell’essere maschio: è una scelta criminale”, dal momento che “tanti uomini non molestano né molesterebbero, e chi molesta non merita alibi”. Lontano dal quel ritratto dell’uomo di potere portato a galla negli States dal caso Harvey Weinstein e che poi si è esteso a macchia d’olio anche nel nostro paese, Sergio Castellitto conferma che “esiste una mascolinità sana. Che un uomo può benissimo scegliere di essere, ogni giorno, un gentiluomo”, confermando il suo punto di vista su chi, invece, sceglie di percorrere la strada sbagliata: “I molestatori sono semplicemente merde umane, e va detto: tu sei una merda umana e io non lo sono”.

“Io sto dalla parte di Asia Argento”

Sul tema della solidarietà alle vittime di molestie che, anche a distanza di anni, hanno denunciato i loro carnefici, Sergio Castellitto evidenzia lo scarso appoggio ricevuto dalle attrici dopo il loro outing; proprio per questo, nell’intervista realizzata dal magazine GQ, l’attore ribadisce la necessità di prendere una posizione netta, naturalmente a favore delle persone offese: “Bisogna schierarsi, dire da che parte si sta, e da che parte bisogna stare? Semplice: dalla parte delle vittime. Si sta dalla parte delle donne. Come direbbe Totò: a prescindere. Io sto dalla parte di Asia Argento”. Nelle sue parole, soprattutto la delusione per la reazione del mondo del cinema nostrano, che di fronte allo scandalo portato alla luce da diverse attrici, ha sempre cercato di tutelare il lato maschile della vicenda: “In Italia, unico Paese, gran parte del gotha delle artiste è stato molto ambiguo, e questo la dice lunga sul fatto che da noi quello della gestione maschile del potere è un tema molto più grave che altrove”.



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