Il delitto di Novi Ligure/ Il macabro massacro con 100 coltellate di Erika e Omar

- Morgan K. Barraco

Il massacro di Novi Ligure, il macabro delitto di Erika De Nardo e Mauro Favaro notto come Omar. A perderelavita furono la madre e il fratello di lei. (Delitti, Tv8)

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Il massacro di Novi Ligure

Il massacro di Novi Ligure diventerà tragicamente noto alla stampa nel febbraio del 2001. In questa data Erika De Nardo e Mauro Favaro, ovvero Omar, effettuano un macabro e duplice delitto: a perdere la vita saranno Susy Cassini, la madre della ragazza, e il fratello minore Gianluca di appena 11 anni. Sarà Erika a tarda sera, diverse ore dopo il duplice delitto, ad attirare i passanti del suo quartiere e riferire di essere riuscita a sfuggire da un gruppo di rapinatori. Le macchie di sangue presenti sulla scena del crimine e molti altri indizi, racconteranno invece una storia del tutto diversa. Il massacro di Novi Ligure verrà approfondito da Delitti nella puntata di oggi, sabato 23 giugno 2018, a partire dalle 00.15. Un amore assassino quello fra Erika e Omar, i due fidanzantini che ancora minorenni si renderanno autori di una strage crudele e sanguinaria. Erika ritornerà in libertà dopo 11 anni di detenzione, rispetto ai 16 richiesti dalla condanna definitiva. Omar invece riuscirà a sfruttare l’indulto ed a ritrovare la libertà un anno prima, usufruendo anche degli sconti di pena per buona condotta, come ricorda La Stampa.

IL DELITTO DI NOVI LIGURE: OMAR SU ERIKA: “NON AVEVO LA FORZA DI FERMARLA”

“Non avevo la forza di fermarla“, dichiara Omar Favaro undici anni dopo il massacro di Novi Ligure, parlando della fidanzatina dell’epoca e complice Erika De Nardo. 100 coltellate divise fra la madre della ragazza, Susy Cassini, e il fratellino Gianluca. Sarà quest’ultimo a ricevere il maggior numero di colpi, 57 in tutto divisi in vari tempi. Gianluca infatti lotta fino all’ultimo momento per liberarsi alla furia omicida di Erika e Omar, riuscendo a sfuggire al tentativo di avvelenarlo e di affogarlo. In base alla ricostruzione degli inquirenti, sembra che il bambino non sarebbe dovuto trovarsi in casa al momento del delitto, quando Erika si rende protagonista di una violenta lite con la madre per via dei brutti voti presi a scuola. Un omicidio d’impeto in apparenza, ma che secondo le autorità è stato invece organizzato nei minimi dettagli diverso tempo prima. Una tesi che lo stesso Omar Favaro confermerà nel corso degli interrogatori, riferendo di aver ricevuto frequenti pressioni da Erika perché uccidesse tutta la sua famiglia, per “dimostrare di amarla veramente e di essere un vero uomo”. Nella follia omicida di Erika e Omar sarebbe dovuto rientrare anche il padre della sedicenne, Francesco De Nardo, assente al momento del massacro e sopravvissuto solo grazie alla decisione del ragazzo di non collaborare al terzo delitto. Alla base delle azioni dei due giovani ci sarebbe stata la severità di Susy Cassini nei confronti della figlia, ricorda Rai News, e la sua decisione ad ostacolare le cattive frequentazioni della ragazza, fra cui anche il legame sentimentale con Omar.



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