Sabrina Blotti/ Gaetano delle Foglie: “Ti uccido prima, ovunque ti trovi” (Amore Criminale)

- Morgan K. Barraco

Sabrina Blotti è stata uccisa da Gaetano delle Foglie conosciuto come Nino. L’uomo provava una vera e propria ossessione per la donna e andava fermato. (Amore Criminale)

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Amore Criminale, Veronica Pivetti (foto da Facebook)

“Ti uccido prima, ovunque ti trovi”: è una delle frasi che Gaetano delle Foglie, conosciuto come Nino, rivolgerà a Sabrina Blotti. La donna dei suoi desideri non sembra infatti apprezzare le sue avances, che in realtà si tradurranno fin dalle prima battute in una vera e propria persecuzione. Fino ad arrivare alla tragedia: Sabrina verrà uccisa nel maggio del 2012 a Cesena. Lo stalker non metterà freno alla sua ira e non si fermerà nemmeno di fronte al matrimonio perfetto che la 45enne vive con il marito Gianni Capobianco. Una famiglia unita, due figlie e sedici anni insieme: una crisi coniugale spingerà Nino a credere di potersi introdurre con la forza nella vita della donna che dice di amare e da cui in realtà è fortemente ossessionato. Amore Criminale approfondirà il caso di Sabrina Blotti nella puntata di oggi, sabato 25 agosto 2018, in seconda serata su Rai 3. L’incontro fra Sabrina e Nino avviene grazie alla figlia dell’uomo ed alla sua amicizia con la futura vittima. Delle Foglie è più anziano della donna, ma rimane comunque colpito dai suoi modi gentili e dal suo fascino. Per questo non esiterà a mettere piede nella sua vita sentimentale quando scoprirà che fra la donna e il marito Gianni le cose non vanno più bene. Dopo la crisi si passa infatti alla separazione: Nino crede di avere la possibilità di farsi avanti e di conquistare Sabrina. Quando la donna invece lo respingerà, fino ad allontanarlo, inizierà a perseguitarla al telefono in ogni modo, lanciandosi in minacce che si trasformeranno in omicidio.

TRE COLPI DI PISTOLA

Tre colpi di pistola termineranno la vita di Sabrina Blotti. A sparare è Gaetano delle Foglie, l’uomo residente a Bari che nutrirà una profonda ossessione per la vittima. Subito dopo il delitto, Nino si rifugia nel Duomo di Cervia e si barrica all’interno della struttura, per poi suicidarsi con la stessa arma, ricorda Il Resto del Carlino, al termine di una trattativa con i Carabinieri che durerà sei ore in tutto. Non sarà solo la vita di Sabrina a spezzarsi quel giorno di maggio di sei anni fa, ma anche quella delle due figlie, di cui una all’epoca 14enne, Diletta, e quella del marito Gianni Capobianco. Sarà quest’ultimo lo scorso febbraio a chiedere un risarcimento allo Stato per il delitto di Sabrina. “Sono state sottovalutate le denunce della dottoressa di Gaetano Delle Foglie e di mia moglie”, sottolinea infatti al giornale. Sabrina Blotti in effetto chiederà più volta alle autorità di aiutarla, non esiterà ad accusare l’uomo di stalking e persecuzioni. La terapeuta che aveva invece in cura Nino da diversi anni lo definirà pericoloso ed in grado di commettere qualsiasi tipo di tragedia. Eppure non servirà a nulla: la donna verrà lasciata da sola a fare i conti con il suo destino. Respinta invece la richiesta di Capobianco, sia in Appello che in Cassazione. “La procura di Forlì non poteva fare di più”, sarà la sentenza emessa in tutti e tre i gradi di giudizio. Il no dei tribunali si è aggiunto così al dolore della perdita della moglie ed all’obbligo di rivelare finalmente al figlio Christian, oggi di 12 anni, che Sabrina non è morta in un incidente stadale, ma che è stata uccisa.



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