Al Bano, furto a Cellino San Marco/ Ladri in casa: “E’ opera di più persone!”, amare confidenze (Pomeriggio 5)

- Valentina Gambino

Al Bano è deluso dalla sua terra. Da Barbara d’Urso, durante il nuovo appuntamento di Pomeriggio 5, si è parlato del celebre artista pugliese, recentemente derubato.

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Al Bano: Ho paura per i miei figli

Al Bano è deluso dalla sua terra. Da Barbara d’Urso, durante il nuovo appuntamento di Pomeriggio 5, si è parlato del celebre artista pugliese, recentemente derubato. “Questa Italia sta diventando troppo amara per tutti”, ha svelato Carrisi nel corso di una recente intervista per il Corriere della Sera. “Purtroppo non è l’unico furto che ho subito, ce ne è stata una lunga serie già a partire dagli anni Settanta, quando mi rubarono mucche, pony e cavalli”,  ha commentato addolorato. Un paio di giorni fa, diversi ladri si sono intrufolati dentro la tenuta del cantante, a Cellino San Marco, in provincia di Brindisi. Gruzzolo: grandi quantità di bottiglie di vino di pregio di sua produzione; liquori; un’affettatrice; un robot per la pulizia della piscina. Il valore della merce rubata, si aggira a circa quindicimila euro. Al Bano è legatissimo alla sua terra e le sue radici. La puglia è il posto che gli ha dato la vita e quindi, il furto brucia ancora di più. Il dubbio che tra quelle mura possa esserci un traditore lo amareggia molto.

Al Bano Carrisi, ecco chi ha rubato in casa sua

Al Bano ha coltivato la terra fin da bambino e, nonostante giri il mondo torna sempre in Puglia, esattamente come ha promesso al padre: “Con i soldi che guadagnerò farò una cantina e la dedicherò a te!”. “Temo che sia gente che lavora per me, fanno da basisti per i ladri”, ha confidato ancora Al Bano. E ricorda: “Due anni fa, rubarono l’incasso del mio ristorante, il “Don Carmelo”. E la giustizia cosa fa, quando mette le mani su qualche furfante? Al massimo lo condanna a una “vacanza”: tempo un mese, e poi fuori di prigione! Quest’Italia — dice l’artista — sta diventando un po’ troppo amara. Per tutti”. Durante il furto, Al Bano era all’estero, a Baku, in Azerbaijan. Ad informarlo del misfatto è stata la sua segretaria, avvertita a sua volta da vari dipendenti: hanno ritrovato le confezioni di vino vuote — circa una novantina di scatole — all’esterno della tenuta. “Un colpo del genere è opera di più persone — confida ancora Al Bano —. Pensare che ho tanto investito in questa mia terra, ho sempre dato lavoro alla gente del sud. Ma non c’è niente da fare: la riconoscenza è morta sul patibolo dell’indifferenza”.



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