RETTIFICA/ Sull’articolo riguardante Mogol pubblicato sulle nostre pagine

Rettifica in merito a quanto riportato nell’articolo Mogol/ “Mentre mi operavano ho sentito i medici dire: la malattia è troppo diffusa” (La mia passione), pubblicato il 6 gennaio

11.01.2019 - La Redazione
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Lapresse

In merito a quanto riportato nell’articolo Mogol/ “Mentre mi operavano ho sentito i medici dire: la malattia è troppo diffusa” (La mia passione), pubblicato su queste pagine il 6 gennaio ci è giunta richiesta di pubblicazione di una dichiarazione di rettifica di cui riportiamo il testo.

«Il Maestro Mogol sta bene. La presente per precisare che erroneamente l’articolo pubblicato lo scorso 6 gennaio 2019 dalla presente testata diffondeva la falsa notizia secondo cui il Maestro Mogol sarebbe stato affetto da una malattia irreversibile, a seguito di una dichiarazione resa dal celebre autore su TV2000. La dichiarazione del Maestro Mogol si riferiva ad un precedente intervento cardiaco poi risoltosi al meglio. Sul punto si riporta la dichiarazione del Primario dottor Massetti del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma: “Come medico curante e cardiochirurgo che ha operato Giulio Mogol, posso testimoniare che la malattia di cui è affetto e molto frequente nella popolazione adulta sia maschile che femminile. Questa può causare l’ostruzione delle arterie in certi distretti dell’organismo e quindi delle arterie che nutrono il cuore (arterie coronarie). Giulio Mogol aveva sviluppato i sintomi di una progressiva insufficienza coronarica, ma una diagnosi precoce ha permesso di pianificare una cura adeguata senza che la malattia arrecasse dei danni al cuore stesso Dopo l’intervento terapeutico di rivascolarizzazione coronarica, Giulio Mogol ha avuto un recupero sorprendentemente rapido senza alcuna conseguenza al cuore né al suo organismo. Questo gli ha permesso di riprendere i suoi impegni professionali dopo poche settimane senza alcuna limitazione funzionale. A qualche mese di distanza, le condizioni di salute di Mogol sono eccellenti e i controlli cardiologici mostrano l’assenza di segni e sintomi riferibili ad una ripresa della malattia”».

Ci scusiamo pertanto con Giulio Mogol e con i nostri lettori per le inesattezze riportate nell’articolo.

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