Ciro Grillo, perché ha scelto rito ordinario?/ “Se manca prova cardine difesa potrà…”

- Emanuela Longo

Caso Ciro Grillo, difese dei quattro imputati scelgono il rito ordinario: la decisione da cosa dipende? “Mancata prova cardine” secondo l’avvocato Buongiorno

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Caso Ciro Grillo, Lombardia Nera

Novità importanti nel caso di Ciro Grillo, sul cui caso si sono riaccesi i riflettori nel corso della trasmissione Lombardia Nera, su Antenna 3. Il figlio di Beppe Grillo ed i suoi tre amici i quali saranno tutti molto probabilmente sotto processo a breve con l’accusa di stupro di gruppo, hanno scelto il rito abbreviato, che in caso di condanna non prevede alcuno sconto di pena. I ragazzi rischiano una condanna dai 6 ai 12 anni di reclusione.

Secondo le ultime indiscrezioni, a spingere verso la direzione del rito ordinario sarebbero stati Ciro Grillo e Francesco Corsiglia, mentre Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta avrebbero preferito essere giudicati con il rito abbreviato. Gli imputati, al momento, non avrebbero rilasciato alcun commento. “In questo ambito non è assolutamente una scelta sconsiderata”, ha commentato l’avvocato Danilo Buongiorno alla trasmissione condotta da Marco Oliva, riferendosi alla scelta di procedere con rito abbreviato, e ricordando come si sia ancora in sede di udienza preliminare. Questo significa che il gip dovrà ancora decidere se rinviare o meno a giudizio i quattro imputati o se addirittura procedere  con una archiviazione.

Caso Ciro Grillo: la scelta delle difese

Come mai, dunque, i difensori di Ciro Grillo e dei tre amici avrebbero optato per il rito ordinario? Secondo la considerazione dell’avvocato Buongiorno potrebbe non trattarsi di una decisione del tutto azzardata: “In un caso di violenza sessuale di gruppo, dove di fatto potrebbe mancare la prova cardine, dà le chance alla difesa di poter svolgere un processo ordinario durante il quale poter produrre eventuali video miei, eventuali perizie sulle ferite che sarebbero state prodotte durante il car surf e quindi chiamare a testimoniare l’istruttore su questo fatto, altre testimonianze, etc.”.

A suo dire, dunque, sarebbe stata la mancanza di una prova cardine ad aver indotto i legali verso questa strada. Il caso Ciro Grillo – come è stato ribattezzato – è indubbiamente molto complesso e probabilmente anche il dibattimento non riuscirà a dipanare tutti i dubbi sulla vicenda. Certamente le testimonianze saranno indispensabili in sede di eventuale processo per far luce su quanto accaduto realmente nella famosa notte del 17 luglio 2019.

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