CALCIOMERCATO/ Juventus, Pazzini all’Inter: Marotta ancora un flop

- Luciano Zanardini

Tanti nomi che poi non si concretizzano: cosa succede in casa bianconera?

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Beppe Marotta, dg Juventus (Foto Ansa)

Tocca alla Coppa Italia, unico vero possibile trofeo stagionale della Juventus. Contro la Roma la Vecchia Signora si gioca le sue carte per accedere alla semifinale e sfidare così l’Inter. In casa Juve – considerata la posizione in classifica e l’eliminazione anticipata dall’Europa League – non ci sono alibi. Il passaggio del turno è quasi obbligato per una compagine che punta a vincere qualcosa. Superare la squadra capitolina vorrebbe anche dire riconquistare la fiducia persa lungo il cammino. Fiducia significa anche poter fare una seconda parte di stagione all’altezza delle aspettative. I risultati altalenanti di tutte le formazioni di vertice autorizzano la Juve a sognare ancora un posto in Champions: l’obiettivo è quello di essere lì davanti a fine febbraio per approfittare degli impegni e delle fatiche europee delle altre società (Inter, Milan, Roma e Napoli).Nel frattempo le ultime ore di mercato danno una Juventus in fibrillazione: se Pazzini accetta l’Inter, sfuma un obiettivo dichiarato di giugno. Fatta eccezione per Barzagli, non sono previsti altri arrivi (a meno di un prestito a titolo gratuito) ma sono più probabili delle cessioni (Legrottaglie, Motta e uno tra Storari o Manninger). La vera strategia di marketing della dirigenza consiste nel riscattare prima alcuni interpreti importanti come Aquilani o Quagliarella.

Sul fronte offensivo si può ragionare solo sull’ipotesi di un prestito gratuito, ma non certo su un acquisto a gennaio. Preoccupa, però, il fatto che la dirigenza non riesca a concretizzare i suoi interessamenti: è successo con Dzeko, sta succedendo con Pazzini, solo per fare due nomi. I fumi di calciopoli rendono ancora poco respirabile l’aria di Torino. Nonostante le dichiarazioni di Moratti, che sembra paragonare calciopoli a una sorta di giustizia divina, risulta facile constatare che la Juve è stata danneggiata in maniera sproporzionata.

 

E oggi se ne pagano le conseguenze: una compagine (quella bianconera) non riesce più a vincere perché ha dovuto rifondarsi, l’altra (quella interista) ha incominciato a vincere. Ha ragione ancora Nedved quando dice di andare a rivedere la formazione della Juventus per capire come mai fosse la più forte. Tornando all’attualità, Roma e Udinese sono, comunque, due sfide cruciali per capire dove può arrivare questa Juventus. L’ottimismo di Del Neri rasserena e rincuora i tifosi. In un’annata nella quale non ci sono team stratosferici, tutto può succedere.

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