JUVENTUS/ Sogno Champions: il risveglio a Firenze

- Luciano Zanardini

Ultima chiamata, fallita, per i bianconeri che non riescono ad andare oltre al pareggio contro i Viola. I molti scontri al vertice da qui alla fine sono l’unica speranza

delneri_R375x255_14mag10
Delneri, foto Ansa

JUVENTUS – A Firenze è svanito l’ultimo sogno bianconero chiamato Champions League. È ancora troppo presto per dirlo, ma le vittorie convincenti di Lazio e Udinese non danno molte speranze. Ha ragione Del Neri, però, quando dice che nelle ultime cinque gare ci sono ancora molti scontri diretti al vertice: la Lazio gioca con Inter, Juve e Udinese; la Roma con il Milan; la Juve con la Lazio e con il Napoli; l’Udinese con la Lazio e con il Milan; l’Inter con la Lazio e con il Napoli.

Non sono da sottovalutare nemmeno le compagini che lottano per la salvezza, perché in queste ultime prove ci mettono anima e cuore. Per la continuità il quarto posto lo meriterebbe la Lazio, anche se la migliore qualità espressa è quella dell’Udinese, che ha dimostrato di giocarsela alla pari con tutte le grandi; da questo punto di vista esce molto ridimensionato il Napoli che ha sfigurato in quasi tutti gli scontri al vertice e ha fallito occasioni importanti. L’Udinese al San Paolo ha sopperito anche alle assenze dei suoi due fuoriclasse (Di Natale e Sanchez) con una bella prova corale: è questa la differenza tra una squadra che gioca a memoria (l’Udinese) e una (la Juve) che balbetta delle timide azioni. La stessa Inter, viste le condizioni fisiche precarie, deve fare attenzione alle inseguitrici (Lazio e Udinese).

JUVENTUS, RISVEGLIO A FIRENZE DAL SOGNO CHAMPIONS, CONTINUA, CLICCA QUI SOTTO

Per quanto riguarda la Juventus solo cinque vittorie possono alimentare le residue speranze di Champions: otto punti dalla Lazio e sette dall’Udinese sono, comunque, tanti (troppi); l’obiettivo più credibile (ma non scontato) resta l’Europa League. E Del Neri? Sa che con cinque vittorie resta. A Firenze il tecnico di Aquileai ha sbagliato formazione: come abbiamo già scritto in altre circostanze non può regalare un tempo avaro di emozioni mettendo in campo di fatto un’unica punta. Certo il numero di attaccanti non garantisce necessariamente una maggiore pericolosità, ma avere un doppio terminale offensivo aiuta la squadra a uscire dalla sua metà campo. Non resta che confidare nella buona stella di Del Piero, l’unico in grado di risolvere le partite con un’invenzione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori