JUVENTUS/ Brontolii su Conte e pareggite: la Juve guarirà a Genova?

- Luciano Zanardini

A chi rivede gli spettri della passata stagione fa bene ricordare che la Juventus è reduce da due settimi posti con campionati che a marzo non avevano già più nulla da dire

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Conte (infophoto)

A chi rivede gli spettri della passata stagione fa bene ricordare che la Juventus è reduce da due settimi posti con campionati che a marzo non avevano già più nulla da dire. È innegabile che la squadra stia vivendo una sorta di involuzione, soprattutto di tipo fisico. La strategia di Conte di spremere i cosiddetti undici titolari ha portato in dote un girone d’andata con i fiocchi, ma oggi si fa sentire. Era già successo anche con il Milan, è successo nuovamente con il Bologna: la compagine bianconera non ha la forza di premere il piede sull’acceleratore per 60/70 minuti e deve accontentarsi, quando va bene, di un buon secondo tempo. Cosa significa?
Che manca anche un po’ di convinzione nei propri mezzi: se non ti senti al top, ti gestisci.  Purtroppo ai fini della classifica risultano determinanti i numerosi pareggi interni che avrebbero permesso di allungare sul Milan; adesso che il Milan è tornato quello di un tempo, sembra difficile non perdere terreno. La squadra merita, comunque un plauso per quello che ha fatto. Certo è che, forse, sarebbe bastata una gestione più oculata; a questo si aggiungono alcune scelte che stanno dividendo i tifosi.
Sui blog e nei forum bianconeri ci si chiede come mai Conte continui a insistere con Marco Borriello, apparso senza alcun dubbio ancora lontano dalla migliore condizione. Più in generale nell’occhio del ciclone c’è il tridente offensivo: i tifosi vorrebbero Matri (il miglior realizzatore) sempre in campo e gradirebbero, a partita in corso, l’inserimento di Alessandro Del Piero, inspiegabilmente dimenticato in panchina dal tecnico. Pinturicchio, che quando è stato impiegato non ha certo sfigurato, potrebbe risolvere molte situazioni intricate. Lo stesso Vucinic non ha la corsa autunnale che gli permetteva di ripiegare ad aiutare i compagni, ecco allora che sarebbe opportuno impiegarlo come prima punta.
A centrocampo Marchisio meriterebbe un turno di riposo con l’inserimento di Giaccherini. Anche con il Bologna ha destato non poche sorprese il doppio cambio Giaccherini e Quagliarella per Vucinic e Borriello: una squadra che vuole vincere il campionato, non può accontentarsi di un pareggio a Bologna, ma deve cercare di vincere. Quagliarella è sì un buon giocatore, bravo ad agire da seconda punta non come primo terminale offensivo. Forse anche Conte, complice il nervosismo, è entrato un po’ in confusione. Per la Champions non basteranno questi nomi, ma la società è al lavoro (Van Persie e uno tra Ramirez o Giovinco) per colmare le lacune nella fase d’attacco. Non si capisce neppure perché un difensore come Caceres non abbia trovato spazio se non per supplire a una emergenza.

La vera prova del nove che può testimoniare lo stato di crisi è la sfida esterna contro il Genoa, una compagine che ha un disperato bisogno di punti. Non sarà facile, servono gli interpreti migliori con il coraggio di osare per non vanificare (Lazio e Udinese incombono) quanto di bello fatto vedere. Vincerebbe vorrebbe dire anche consegnare al Milan un messaggio chiaro: la Juventus non si arrende.



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