Concorso funzionari giudiziari: 1.850 posti/ Decreto in Gazzetta: attesa per il bando

- Silvana Palazzo

Concorso funzionari giudiziari per 1.850 posti. Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nelle scorse settimane, invece è attesa per il bando

Depistaggio Borsellino
Tribunale (Pixabay)

È atteso per fine mese il bando per il concorso di funzionario giudiziario indetto dal ministero della Giustizia. La selezione porterà al reclutamento di 1850 nuove figure che firmeranno un contratto a tempo indeterminato. In particolare, servirà ad individuare figure amministrative non dirigenziali (area funzionale 3, fascia retributiva F1). Ma questo concorso, pubblicato sulle pagine della Gazzetta Ufficiale del 12 giugno 2019, copre anche 903 posti nel ruolo di Assistenti Giudiziari, area funzionale 2, fascia retributiva F2. Saranno impiegati per scorrimento della graduatoria real riva alla selezione terminata tre anni fa. Come aveva promesso il ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, l’obiettivo è sbloccare in maniera completa il turnover con innesti nell’arco dei prossimi cinque anni. Per candidarsi al concorso funzionario giudiziario bisognerà aspettare la pubblicazione del bando sul sito del ministero del Giustizia e inoltrare la propria candidatura secondo le linee guida riportate all’interno.

CONCORSO FUNZIONARI GIUDIZIARI: ATTESA PER IL BANDO

Quella del funzionario giudiziario è una figura di grande responsabilità nella giurisdizione, infatti collabora con i giudici quotidianamente. Il suo compito è organizzare e gestire le cancellerie e le segreterie dei tribunali.La retribuzione annua può oscillare dai 24mila ai 27mila euro, con incremento ulteriore in caso di avanzamento fino a ruoli dirigenziali. Per quanto riguarda invece i requisiti richiesti per partecipare al concorso funzionario giudiziario, bisogna disporre di una laurea triennale, magistrale o diploma di laurea in Scienze Politiche, Giurisprudenza o Economia e Commercio (in alternativa un titolo di pari valore), aver acquisto la conoscenza di una lingua straniera e saper usare gli strumenti e i software informatici. Inoltre, bisogna essere cittadini italiani, godere di pieni diritti politici e civili e non essere soggetti ad imputazioni o condanne per reati non colposi. Un’integrazione a 2.300 unità era stata presentata nell’incontro del 25 giugno, ma non sono state rese note le modalità di assunzione.



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