Consiglio d’Europa: “L’Italia ritiri il decreto sulle Ong”/ La replica del Viminale

- Carmine Massimo Balsamo

Il commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, ha inviato una lettera al ministero dell’Interno su Ong e migranti

migranti Un gommone con migranti a bordo. All'orizzonte la nave di Open Arms (LaPresse)

L’Italia ritiri il decreto sulle Ong: questo il messaggio del Consiglio d’Europa al governo guidato da Giorgia Meloni. Il commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, ha inviato una lettera al ministero dell’Interno per invitare l’esecutivo a prendere in considerazione il ritiro o quantomeno la revisione del decreto legge 1/2023.

Secondo il commissario del Consiglio d’Europa, le disposizione del decreto firmato da Matteo Piantedosi potrebbero ostacolare le operazioni di ricerca e soccorso delle Ong. In tal modo, riporta il Corriere della Sera, sarebbero in contrasto con gli obblighi dell’Italia ai sensi dei diritti umani e del diritto internazionale. Nella missiva destinata al titolare del Viminale, Mijatovic ha spiegato che alle navi delle organizzazioni no profit sono stati assegnati luoghi sicuri lontani per sbarcare le persone soccorse in mare, come i porti del Centro e Nord Italia.

Consiglio d’Europa: “L’Italia ritiri il decreto sulle Ong”

“Il decreto e la pratica di assegnare porti lontani per lo sbarco delle persone soccorse in mare rischiano di privare le persone in difficoltà dell’assistenza salvavita delle Ong sulla rotta migratoria più mortale del Mediterraneo”, le parole del commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa. La replica del Viminale non è tardata ad arrivare: il ministero dell’Interno ha ribadito che l’assegnazione dei porti dell’Italia centrale e settentrionale alle navi delle Ong che hanno soccorso migranti è guidata dalla “imprescindibile necessità di operare una più equa redistrubuzione tra le regioni, non tanto dei migranti, quanto degli oneri organizzativi e logistici correlati alla gestione degli sbarchi”. Nel corso della replica, il ministero ha sottolineato che l’obiettivo è quello di alleggerire le strutture di prima accoglienza, a partire da Lampedusa, e “le navi cui è stato assegnato il Pos in località più lontane sono assetti di grandi dimensioni, come tali idonei ad affrontare in sicurezza lunghe traversate»mentre l’assegnazione del Pos presuppone sempre un preliminare confronto con organi tecnici al fine di verificare l’assenza di possibili situazioni di rischio per l’incolumità delle persone a bordo”.





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