CORONAVIRUS PARTITO DA LABORATORIO A WUHAN?/ Ipotesi dell’intelligence britannica

- Fabio Belli

Coronavirus partito la laboratorio a Wuhan? Ipotesi dell’intelligence britannica: “Dipendenti venuti a contatto con sangue di animali infetti”.

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Ricerche su Coronavirus (LaPresse)
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L’intelligence britannica rilancia un’ipotesi che sembrava ormai essere derubricata a mera fake news: il coronavirus che sta mettendo in ginocchio il mondo potrebbe essere scaturito da un errore di laboratorio. Dunque un errore umano e non una evoluzione naturale imprevista che ha dato vita a una nuova pandemia. Se ne era parlato molto anche in Italia di questa ipotesi, aveva fatto scalpore un servizio del Tg Rai Leonardo di 5 anni fa che parlava di esperimenti cinesi con i coronavirus. La comunità scientifica aveva però affermato perentoriamente come le evidenze suggerissero che il covid-19 fosse un virus capace di fare il salto di specie da animale (quasi certamente un pipistrello) all’uomo, salto che sarebbe avvenuto nel famigerato mercato di animali vivi di Wuhan. Nonostante gli esponenti della scienza concordassero unanimemente su questo punto, il comitato del Governo di Sua Maestà, il Cobra, voluto da Boris Johnson per indagare e approfondire ogni singolo aspetto dell’emergenza legata al virus, è giunto alla conclusione che: “Non possiamo escludere del tutto che la pandemia sia partita per un errore compiuto in un laboratorio di Wuhan”.

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UN ERRORE UMANO FATALE

Nonostante la gran parte degli scienziati continui a dire che il nuovo Coronavirus abbia un’origine naturale e sia stato trasmesso per la prima volta all’uomo da un mercato di animali vivi a Wuhan, esiste una visione alternativa credibile sulla natura del virus. Forse non è un caso che quel laboratorio  sia proprio a Wuhan. Non è così scontata come coincidenza.” Questo si legge nel rapporto del Cobra che ha sottolineato come in realtà il virus sia stato probabilmente comunque trasmesso da un animale, ma non in maniera indiscriminata, bensì come frutto di un esperimento nel laboratorio di virologia di Wuhan, il più grande della Cina che si trova proprio a pochi chilometri dal mercato incriminato. E nel quale i primi contagiati sarebbero stati proprio gli operatori e i ricercatori all’interno: il professor Richard Ebright, esperto USA di biosicurezza, del Waksman Institute of Microbiology della Rutgers University, nel New Jersey, ha sostenuto che senza dubbio le prove suggeriscono che il covid-19 non sia stato creato ex novo in uno dei laboratori di Wuhan, ma al tempo stesso potrebbe facilmente essere sfuggito al controllo, mentre veniva analizzato, dopo essere stato isolato da un pipistrello.

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