COVID AL TRIVULZIO/ La Commissione: personale sanitario assente al 65%

- Paolo Vites

La Commissione per indagare sulle morti alla Rsa Trivulzio di Milano rende noti i primi risultati

Pio Albergo Trivulzio Milano lapresse 2020
Il Pio Albergo Trivulzio a Milano (Foto LaPresse)

La Commissione di inchiesta dell’Ats di Milano istituita per via dell’alto numero di morti tra i pazienti ricoverati presso la Rsa Pio Albergo Trivulzio durante la pandemia di Covid è giunta alla prima relazione su quanto sarebbe successo. La colpa principale, si legge, è stata dovuta “al marcato assenteismo” del personale di assistenza “che ha assunto dimensioni molto superiori all’atteso”. “Un livello così elevato di assenze dal lavoro” si legge ancora “difficilmente trova spiegazione nella diffusione del contagio tra gli operatori come rivelano gli indici di infortunio specifico segnalati dalla struttura”. Le assenze, sempre secondo la Commissione, avrebbero toccato il 65% della forza lavoro in alcuni reparti. Un assenteismo già elevato nelle condizioni ordinarie ma che ha toccato livelli straordinari durante l’emergenza. Sarà da indagare i motivi. Non si può infatti accusare il personale sanitario, lasciato davanti al virus con scarse forme di protezione come mascherine e guanti, come accusa lo stesso personale sanitario.

GESTIONE NON RESPONSABILE

Lo dice anche la Commissione, dove si cita la scarsa applicazione di misure a tutela della sicurezza dei lavoratori, e la scarsità di tamponi effettuati: “Secondo la relazione, tra le criticità le numerose assenze del personale: al 21 febbraio, il giorno dopo la diagnosi del primo caso a Codogno, solo il 9 per cento del personale risultava assente per motivi legati ufficialmente al Covid-19. Nonostante questo, però, in malattia c’erano molti più lavoratori, tanto da far scendere a 265 i presenti complessivi” scrive il quotidiano Repubblica. Una mancanza comune a tutte le Rsa italiane a inizio pandemia dice ancora la relazione. La Commissione sembra infatti non condannare del tutto la gestione dell’epidemia all’interno della Rsa: secondo i commissari – tra cui i magistrati Gherardo Colombo (incaricato dal Comune) e Giovanni Canzio (numero uno dell’anticorruzione regionale, nominato dal Pirellone – non ha avuto esiti diversi o peggiori rispetto a quelli delle altre case di riposo lombarde colpite dalla pandemia. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA