Covid, aumento ricoveri minori per tentato suicidio/ Colpa di pandemia e isolamento

- Raffaele Graziano Flore

Covid, in aumento i casi di ricoveri per tentato suicidio tra i minori. Dato dell’Ospedale “Bambino Gesù” di Roma: fenomeno in aumento. Colpa di pandemia e disagio mentale dovuto a…

L'Ospedale Pediatrico "Bambino Gesù" di Roma
L'Ospedale Pediatrico "Bambino Gesù" di Roma (Web, 2021)

Il dato fa riflettere e anzi rappresenta un motivo di preoccupazione per pediatri, genitori e tutti coloro che lavorano a stretto contatto col mondo dell’infanzia: stando infatti a un dato emerso dal registro dei ricoveri presso l’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma, negli ultimi tempi i tentativi di suicidio tra i minori sono addirittura raddoppiati. Stando a quanto si apprende, le ospedalizzazioni per “ideazione suicidaria e tentativo di suicidio” sono passate dal 17% (dato relativo al mese di gennaio 2020, ovvero pre-pandemia) al 45% sul totale dei ricoveri nello stesso mese del 2021. Come si può spiegare questo trend e come si può avere cura della salute mentale e del modo in cui i più piccoli vivono e guardano coi loro occhi questo periodo straordinario e inedito per il mondo?

Indubbiamente un impatto sulle loro giovani vite e sulla loro psiche l’ha avuto il dramma dell’epidemia da Covid-19, le necessarie misure di lockdown dell’inverno 2020 e poi l’entropia di voci, pareri e opinioni che, più che rassicurarli, hanno finito per confondere i bambini e destabilizzarli. Il dato che emerge dalle ospedalizzazioni registrate presso la struttura sanitaria capitolina nel corso dei dodici mesi presi in questione mostra che i casi sono più che raddoppiati e si potrebbe tranquillamente parlare di un fenomeno la cui incidenza sociale è pressoché triplicata a voler essere precisi nelle stime.

COVID, AL “BAMBINO GESU'” IN AUMENTO I CASI DI TENTATO SUICIDIO TRA I MINORI

Insomma, la gravità del fenomeno stesso induce a una riflessione, nonostante vada fatto comunque notare che i dati si riferiscono al periodo oggettivamente più duro della pandemia, ovvero dal suo scoppio all’arrivo dei primi vaccini: la speranza è che questa linea di tendenza possa invertirsi. Ma in coincidenza con la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, che si celebra proprio oggi venerdì 10 settembre, il dato è importante per tenere accesi i riflettori su una delle tante piaghe nascoste della nostra società, oltre che una delle forme di malessere che maggiormente colpisce i minori. Ma durante la pandemia quali sono state le cause che hanno indotto molti adolescenti e persino bambini a tentare di farla finita?

Sicuramente un fattore determinante sono state le misure restrittive anti-Covid, l’isolamento in casa e spesso senza i propri genitori, la difficoltà di comunicare e l’affidarsi in tal senso solo a quella realtà senza filtri, nel senso di ‘non mediata’, che sono i social network: ma non va dimenticata nemmeno l’incertezza che i minori hanno del futuro, la lontananza dall’ambiente scolastico e soprattutto un radicale e repentino cambiamento di vita che altre generazioni certo non hanno sperimentato in una fase così delicata della loro infanzia. Le conseguenze sono state autolesionismo e comportamenti suicidari (queste le forme di malessere più spesso riscontrare nel caso di ricoveri ospedalieri). Anche per tale motivo, e proprio la concomitante Giornata Mondiale, hanno indotto il “Bambino Gesù” di Roma a potenziare un servizio dedicato proprio alla prevenzione del fenomeno tra la popolazione in età evolutiva.

© RIPRODUZIONE RISERVATA