BLOCCO SFRATTI COVID: SOSPENSIONE LEGITTIMA/ Corte costituzionale “censure infondate”

- Davide Giancristofaro Alberti

La Corte Costituzionale ha esaminato in udienza pubblica la legittimità degli sfratti durante il periodo covid: i dettagli

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Seduta della Corte costituzionale (LaPresse)

È arrivata la decisione della Consulta: non fondate le censure sulla proroga del blocco degli sfratti nel periodo dell’emergenza Covid-19. Come reso noto dall’ufficio stampa della Corte Costituzionale, i giudici hanno esaminato le questioni sollevate dai Tribunali di Trieste e di Savona sulla legittimità costituzionale delle norme (articolo 13, comma 13, del dl n. 183/2020 e articolo 40-quater del dl n. 41/2021, entrambi convertiti in legge) che hanno prorogato, per alcuni provvedimenti di rilascio di immobili, la sospensione disposta a causa dell`emergenza epidemiologica da coronavirus.

In attesa del deposito della sentenza, la Corte Costituzionale ha evidenziato di ritenere non fondate le censure, osservando in particolare che il legislatore ha progressivamente ridotto, con l’attenuarsi della pandemia, l’ambito di applicazione della sospensione, destinata comunque a cessare il 31 dicembre 2021. (Aggiornamento di MB)

BLOCCO SFRATTI COVID, ATTESA LA DECISIONE DELLA CONSULTA

Nella giornata di oggi la Corte Costituzionale esaminerà in udienza pubblica la questione degli sfratti avvenuti durante l’emergenza covid. Come riportato dai colleghi dell’Huffington Post, bisognerà cercare di capire se la sospensione degli stessi sia legittima o meno. A sollevare il dubbio è stato un giudice dell’esecuzione presso il tribunale di Trieste e un giudice di esecuzioni immobiliari del tribunale di Savona, e nel dettaglio verranno discussi i “decreti legge del 2020 (che prevedevano un’iniziale sospensione degli sfratti al 30 giugno dello stesso anno, poi posticipato all’1 settembre e con le proroghe successive al 31 dicembre 2020, poi al 30 giugno 2021) ed il decreto sostegni del 2021 che con un emendamento ha ulteriormente prorogato il blocco al 30 settembre e 31 dicembre 2021, differenziando i termini in base alle date di adozione dei provvedimenti di rilascio: per gli sfratti adottati dal 28 febbraio al 30 settembre 2020 il blocco fino al 30 settembre 2021; per quelli adottati dal 1 ottobre 2020 al 30 giugno 2021, il blocco si avrà fino al 31 dicembre 2021”.

Secondo il giudice di Trieste va contestata in particolare l’applicazione della sospensione dei provvedimenti di rilascio in situazioni ritenute estranee all’emergenza sanitaria, quali le morosità, nel pagamento dei canoni di locazione, anteriori alla pandemia, sia l’effetto in virtù della norma di legge della sospensione, che non consente al giudice di poter valutare le diverse esigenze del proprietario e dell’occupante.

COVID E SFRATTI, OGGI ATTESA DECISIONE DELLA CORTE COSTITUZIONALE: ECCO COSA VIENE CONTESTATO

Dubbi anche per quanto riguarda la violazione possibile dei presupposti di necessità e di urgenza, e viene inoltre sottolineato il contrasto con la tutela del diritto di proprietà, in quanto la sospensione potrebbe configurare una fattispecie illegittima di esproprio senza indennizzo, con evidente lesione della tutela del risparmio in relazione alla proprietà immobiliare.

Anche il giudice presso il tribunale di Savona solleva diversi dubbi in materia, a cominciare dal fatto che le norme censurate nel decreto legge del 22 marzo 2021 introdurrebbero una misura sproporzionata e irragionevole, e sarebbero in contrasto con l’articolo 3 della Costituzione che sancisce pari dignità sociale ed eguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Secondo “l’accusa”, il giudice avrebbe trattato nello stesso modo situazioni diversi fra di loro, “e, non avendo lasciato al giudice dell’esecuzione alcun margine di apprezzamento, sotto il profilo della valutazione comparativa delle parti, avrebbe accordato una irragionevole e sproporzionata automatica preferenza alla posizione del conduttore”. Attese le decisioni in merito.



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