COVID, INGHILTERRA ANTICIPA DI UN MESE TERZE DOSI/ La mossa del governo Johnson

- Dario D'Angelo

Covid, l’Inghilterra anticipa di un mese la somministrazione delle terze dosi. Ecco come si spiega la mossa del governo Johnson per frenare l’epidemia.

Covid UK
Boris Johnson (LaPresse, 2020)

L’aumento di contagi, la recrudescenza dell’epidemia di coronavirus, porta l’Inghilterra all’assunzione di contromisure. In quest’ottica bisogna leggere la notizia delle ultime ore, secondo cui le terze dosi del vaccino anti-Covid saranno disponibili per chi ne ha diritto un mese prima del previsto. A deciderlo il governo di Boris Johnson, convinto della necessità di accelerare i tempi delle vaccinazioni per cercare di innalzare il più possibile la barriera contro un virus che cerca di insinuarsi in ogni spiraglio lasciato aperto. Ad annunciare la decisione di imprimere un cambio di passo nella campagna vaccinale è stato il ministro della salute del governo inglese, Sajid Javid. Come riportato dal Guardian, coloro che hanno diritto alla vaccinazione di richiamo riceveranno l’invito a prenotarsi cinque mesi dopo la loro seconda dose invece di sei.

INGHILTERRA ANTICIPA DI UN MESE LA TERZA DOSE

I dati dell’Office for National Statistics mostrano che l’incidenza di infezioni da coronavirus in Inghilterra è rimasta a circa 1 su 50 persone nell’ultima settimana di ottobre, stabilizzandosi al livello più alto dell’anno. I tassi sono dunque rimasti invariati rispetto alla settimana precedente, dopo cinque settimane di infezioni in aumento. Un segnale che sembra indicare un rallentamento dell’epidemia, come confermato dall’indice Rt, sceso dall’1,1-1,3 della scorsa settimana allo 0,9-1,1 attuale. Il ministro della salute, Sajid Javid, ha detto che i piani avrebbero “accelerato il programma di richiamo”, esortando le persone a non rinviare l’appuntamento con la vaccinazione. Il dottor Michelle Drage, amministratore delegato di Londonwide LMCs, che rappresenta i medici di base in 27 dei 32 distretti di Londra, ha espresso però dei dubbi che il cambiamento possa migliorare di molto la situazione: “Può fare una piccola differenza. Ma non affronta i livelli di esitazione e rifiuto del vaccino che sono prevalenti nelle comunità in questo momento“. Di altro avviso Ruth Rankine, direttore delle cure primarie presso la Confederazione NHS: “La vaccinazione rimane al centro della nostra risposta alla pandemia. I siti di assistenza primaria faranno tutto il possibile per garantire che coloro che hanno diritto alla vaccinazione la ottengano senza ritardi, e per farlo bene, l’offerta dovrà corrispondere al volume e ai tempi degli appuntamenti man mano che vengono prenotati“.







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