Covid, nuove regole per chi rientra dai viaggi all’estero/ Tamponi e quarantena

- Josephine Carinci

Covid, nuove regole per chi rientra dai viaggi all’estero. Tamponi e quarantena: ecco quando sono necessari. Tutte le regole da rispettare

Viaggi in aereo
Aereo (Pixabay, 2020)

Covid, nuove regole per chi rientra in Italia dall’estero. In seguito all’aumento del numero di contagi sia nel nostro Paese che all’estero, sono tantissime le disdette dei viaggi che sono arrivate in questi giorni. L’aumento dei numero di positivi non è però l’unica motivazione che sta convincendo le persone a non andare all’estero: a “preoccupare” gli italiani sono anche le disposizioni imposte al rientro. Qualche giorno fa, infatti, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un’ordinanza – condivisa dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio – ha fissato nuove regole per l’ingresso nel nostro Paese. Le regole valgono per gli italiani in viaggio all’estero, che rientrano dopo pochi giorni, ma anche per gli stessi stranieri che arrivano in Italia.

Le regole sono molteplici e variano in base alle diverse casistiche: si va dalla quarantena ai tamponi obbligatori. Salvo future proroghe o modifiche in corso d’opera, tali regole resteranno in vigore fino al 31 gennaio 2022. Ma cosa è contenuto nella “Proroga dello stato di emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19”, approvata il 23 dicembre dal Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale?

Covid, tamponi e quarantena: le regole per chi rientra dall’estero

I cittadini Ue non vaccinati che arrivano in Italia dovranno rispettare una quarantena di cinque giorni. Inoltre avranno l’obbligo di effettuare un test antigenico nelle 24 ore precedenti all’ingresso nel Paese o un molecolare nelle 48 ore precedenti. Allo stesso modo anche chi ha ricevuto il vaccino deve sottoporsi al test, rapido o molecolare, con le stesse tempistiche, ma senza quarantena. Per tutti è necessaria la compilazione del Plf – Passenger Locator Form. Il provvedimento del tampone obbligatorio si applica a chi arriva da “Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco”.

Per chi invece entra in Italia dai Paesi non Ue, le regole sono differenti. Per i cittadini non vaccinati che arrivano da Paesi extra UE o che vi hanno soggiornato nei 14 giorni precedenti, è necessaria una quarantena di dieci giorni. Chi è vaccinato, invece, deve sottoporsi a un test molecolare nelle 72 ore precedenti o a un test antigenico nelle 24 ore precedenti. Anche in questo caso è obbligatorio il Plf – Passenger Locator Form. Per chi arriva da Gran Bretagna e dall’Irlanda del Nord, il molecolare è da effettuare nelle 48 precedenti all’arrivo in Italia.

Inoltre, in caso di esito positivo al test molecolare o antigenico, “al viaggiatore, si applica, con oneri a proprio carico, la misura dell’isolamento fiduciario per un periodo di dieci giorni, ove necessario presso i Covid Hotel”, come si legge nel Decreto.



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