CREME SOLARI BAMBINI, CHIESTO RITIRO 2 MARCHI/ “Meno protezione di quanto dichiarato”

- Dario D'Angelo

Altroconsumo ha chiesto al Ministero della Salute il ritiro di due creme solari per bambini dopo che dai test è risultata una protezione più bassa rispetto a quella dichiarata.

Caldo a Milano
Estate, allerta caldo (LaPresse, 2019)

Altroconsumo ha chiesto il ritiro dal mercato di alcune creme solari per bambini. L’associazione che opera a difesa dei diritti dei consumatori ha infatti scoperto una serie di irregolarità durante alcuni test sui prodotti in questione che l’hanno portata a richiedere il provvedimento di ritiro alle autorità competenti. Come riportato da Fanpage, Altroconsumo ha analizzato 16 creme solari, tutte con protezione 50 dichiarata, scoprendo che due di queste arrivavano però a malapena a 21. Un valore dunque non corrispondente a quello indicato sulle etichette dei prodotti e per questo in grado di causare danni ai bambini che necessitano di una protezione maggiore dai raggi solari. I prodotti “incriminati” da Altroconsumo sono Rilastil Baby transparent spray wet skin e di Isdin Transparent spray wet skin.

CREME SOLARI BAMBINI, CHIESTO RITIRO 2 MARCHI

Altroconsumo ha notato nelle sue prove di laboratorio che Rilastil Baby con Spf 50+ ha raggiunto solo una protezione media con Spf 20,9. Gli stessi test, ripetuti in un laboratorio indipendente, hanno dato dei valori addirittura più bassi (16,3). Se possibile ancora più inquietante il risultato degli esami effettuati sulla crema solare Isdin: nel primo test è stato registrato un valore Spf di 16,3, nelle controanalisi si è scesi a 14,1. Da qui la decisione di Altroconsumo: “Abbiamo provveduto alla segnalazione al Ministero della Salute e ne abbiamo chiesto il ritiro dal mercato”. Come riportato da “La Repubblica”, nel mese di giugno, quando erano usciti i risultati dei primi test, le aziende si erano difese. Rilastil aveva sostenuto che i suoi test confermavano il livello di protezione 50+ dichiarato in etichetta, Isdin aveva dichiarato che il campione analizzato era stato acquistato in Spagna e non apparteneva a un lotto in vendita in Italia. Sempre Isdin, in una nota, ha sottolineato che “il suo Prodotto ha un SPF 50+ d’accordo con la norma ISO 24444:2010 e che secondo una serie di studi, la crema in questione ha un UVA-PF superiore a 20 d’accordo con la norma ISO 24444:2010. Il consumatore può essere sicuro che le affermazioni e indicazioni che compaiono sul packaging del prodotto sono supportate da Studi Indipendenti effettuati da enti e organizzazioni di certificazione di primo livello”.



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