Cristiani terrorizzati in Afghanistan/ “Talebani sanno dove siamo e cosa facciamo”

- Chiara Ferrara

I cristiani in Afghanistan sono terrorizzati dai talebani: in pericolo di vita potrebbero esserci tra le mille e le 20 mila persone

afghanistan talebani 1 lapresse1280 640x300
Afghanistan, talebani a Kabul (LaPresse)

I cristiani rimasti in Afghanistan sono terrorizzati. I talebani hanno preso il potere, istituendo il nuovo Emirato islamico, ed alcune categorie di persone – tra cui proprio le minoranze religiose e le donne – sono in imminente pericolo. L’allarme, secondo quanto ricostruisce il Telegraph, è stato dato dalle associazioni benefiche che si occupano di proteggere coloro che sono a rischio.

Secondo il Pew Research Center, circa il 90% dei 37 milioni di abitanti dell’Afghanistan è sunnita e il 9,7% sciita, con il restante 0,3% appartenente ad altre religioni. È impossibile sapere con precisione quanti siano i cristiani, ma l’ipotesi è che il numero possa essere tra i mille e i 20 mila. La quasi totalità di loro sono infatti clandestini. Nel Paese esiste ufficialmente una sola chiesa cattolica, ma è stata chiusa a causa della pandemia di Covid-19. Contava circa duecento fedeli. Al di là delle stime, adesso le minoranze religiose sono in pericolo.

Cristiani terrorizzati in Afghanistan: l’appello

I cristiani da tempo vivono in Afghanistan nascondendosi e ora sono terrorizzati. L’Islam è infatti la religione di Stato e le minoranze devono esercitare la loro fede “entro i limiti della legge”, che è molto dura. I talebani, negli scorsi decenni, hanno punito con la morte coloro che non sostengono Allah. È per questa ragione che adesso si teme il peggio.

L’appello di coloro che si trovano in pericolo è arrivato tramite le associazioni di beneficienza. “Uccideranno i cristiani riconosciuti e diffonderanno la paura. I cristiani temono che le loro figlie vengano portate via e costrette a sposare i talebani. Porteranno via anche tutti i beni”. Lo ha detto un uomo convertito dall’Islam al Cristianesimo a International Christian Concern. Inoltre, pare che ai capi delle comunità cristiane che si rifugiano nelle chiese sotterranee siano già arrivate delle lettere in cui vengono avvertiti che “sanno dove sono e cosa stanno facendo”. Padre Andrzej Halemba, ex capo dei progetti per il Medio Oriente di Aiuto alla Chiesa che Soffre, teme che l’Afghanistan possa diventare come la Turchia a seguito del genocidio del 1915: “Il futuro è nero per la popolazione cristiana del Paese”.







© RIPRODUZIONE RISERVATA