LATIN KING/ Palo di un omicidio si vede trasformare la pena da 5 anni all’ergastolo

- La Redazione

Latin King, il palo di un omicidio si è visto trasformare una pena di cinque anni in ergastolo nell’arco di pochi minuti. L’imputato 19enne – come scrive Luigi Ferrarella sul Corriere – esce da un giudice che boccia il patteggiamento a 5 anni appena accordatogli dal pm, ed entra da un altro giudice che lo condanna invece all’ergastolo

giustizia_semaforoR375
Foto: Imagoeconomica

Latin King, il palo di un omicidio si è visto trasformare una pena di cinque anni in ergastolo nell’arco di pochi minuti. L’imputato 19enne – come scrive Luigi Ferrarella sul Corriere – esce da un giudice che boccia il patteggiamento a 5 anni appena accordatogli dal pm, ed entra da un altro giudice che lo condanna invece all’ergastolo su richiesta di un altro pm della stessa Procura. Mentre agli esecutori materiali dell’omicidio, maturato nell’ambito degli scontri tra le band dei Latin King, sono stati inflitti 18 anni.

Già capo della banda di Latin King denominata New York, David Betancourt Noboa, «reo» il 13 maggio 2009 di aver lanciato in un’intervista a Sky un appello a cessare la spirale di vendette tra gang, è stato accoltellato dai rivali Chicago alle 5 del mattino del 7 giugno all’uscita dalla discoteca «Thini Cafè» a Milano. Dopo 20 minuti di appostamento gli aggressori gli piantano nella schiena 16 centimetri di lama di un coltello e lo prendono a calci mentre è già a terra rantolante.

Arrestati anche per il ferimento di due rivali, davanti alla giudice Micaela Curami gli imputati della band dei Latin King chiedono tutti il rito abbreviato. Unica eccezione il «palo» Adrian Tubetano Pesantes, che dal pm Mario Venditti si vede prestare il consenso a un patteggiamento a 5 anni per aberratio delicti, cioè per un omicidio colposo in cui un errore nell’uso dei mezzi d’esecuzione del reato avrebbe prodotto un evento diverso da quello voluto. Ma il sì del pm all’avvocato dell’esponente dei Latin King non basta, perché la giudice Curami non trova sostenibile la qualificazione giuridica e l’entità della pena, e respinge il patteggiamento.

 

La «vedetta» dei Latin King viene dunque giudicata da un altro magistrato, Andrea Salemme, in un’altra udienza nella quale la Procura è rappresentata da un altro pm, Maurizio Ascione. E qui cambia tutto, perché il nuovo pm propone e il nuovo giudice ravvisa due aggravanti. Il risultato nell’algebra giuridica, per il palo dei Latin King, è la pena non dell’ergastolo, che lo sconto del rito abbreviato abbasserebbe a 30 anni, ma dell’ergastolo con isolamento, che la riduzione del rito può abbassare solo in ergastolo semplice.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori