USTICA/ I quattro aerei nascosti e la pista francese

- La Redazione

Forse, a 31 anni dalla strage di Ustica, la Nato potrebbe decidere di porre le bandierine di identificazione sui quattro aerei finora ufficialmente sconosciuti

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Immagine d'archivio

Forse, a 31 anni dalla strage di Ustica, la Nato potrebbe decidere di porre le bandierine di identificazione sui quattro aerei finora ufficialmente sconosciuti di cui furono rilevate le tracce radar, due, forse tre caccia e un Awacs. Spiega Andrea Purgatori dalle pagine de Il Corriere della Sera che l’Alleanza, dopo la la rogatoria avanzata un anno fa dalla Procura della Repubblica di Roma, «sta decidendo in questi giorni se apporre le bandierine d’identificazione».

Pare che tutti gli indizi portino «allo stormo dell’Armée de l’air che nel 1980 operava dalla base corsa di Solenzara. Lo stesso contro cui puntò il dito pubblicamente (poi anche a verbale) Francesco Cossiga. Forse dopo aver saputo che i caccia francesi avevano lasciato le loro impronte su un tabulato del centro radar di Poggio Ballone (Grosseto), miracolosamente non risucchiato dal buco nero che dalla sera dell’esplosione del DC9 Itavia aveva ingoiato nastri, registri e persino la memoria di tanti testimoni».Una partita tutt’altro che chiusa, complicata dal fatto che, attualmente, i tre Paesi coinvolti, Italia, Usa e Francia, stanno combattendo insieme in Iibia.

 «In più l’identificazione certa dei caccia francesi non sarebbe cosa facile da digerire nei rapporti bilaterali, visto che Parigi ha sempre negato che il 27 giugno 1980 i suoi aerei fossero in volo nel cielo di Ustica e, persino contro l’evidenza delle prove raccolte dalla magistratura italiana, ha sostenuto che nella base di Solenzara le luci furono spente alle cinque e mezza del pomeriggio». 

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