SARAH SCAZZI/ Interrogata per cinque ore Vanessa Cerra: chi è?

- La Redazione

Ieri è stata interrogata Vanessa Cerra, l’ex commessa del fioraio di Avetrana che avrebbe visto Cosima Misseri rapire Sarah Scazzi. Il contenuto non è stato reso pubblico

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Foto Ansa

Un nome nuovo nell’indagine senza fine relativa all’uccisione di Sarah Scazzi. Si tratta di Vanessa Cerra, interrogata per ben cinque ore. Ma chi è Vanessa, e che ruolo ha nel giallo di Avetrana?

E’ quasi un anno ormai dall’omicidio della piccola Sarah Scazzi. Era il 26 agosto del 2010 quando, in circostanze che finora non sono ancora state definite ufficialmente, la ragazza veniva uccisa. Una miriade di sospetti, l’autodenuncia dello zio Michele Misseri tenuto a lungo in carcere e poi scarcerato a sorpresa. Poi l’arresto della figlia Sabrina, cugina di Sarah, e infine poche settimane fa l’arresto anche di Cosima Misseri, madre di Sabrina e zia di Sarah. Certo, i sospetti sono sempre più stringenti: Sarah uccisa dalla cugina Sabrina per motivi di gelosia, davanti alla madre Cosima che poi ordinava al marito Michele di far scomparire il corpo. Ma le prove definitive così come l’accusa ufficiale ancora non ci sono. Ecco perché gli inquirenti, nel tentativo di chiudere il cerchio una volta per tutte, sono adesso volati addirittura in Germania. Dove un nome fino ad oggi rimasto fuori ha fatto la sua comparsa nel circo insanguinato di Avetrana: Vanessa Cerra.

La ragazza oggi vive in Germania, precisamente nella città di Monchengladbach. Ma il 26 agosto era ancora ad Avetrana, dove lavorava come commessa del negozio di fiori di Giovanni Buccolieri. L’uomo è probabilmente il testimone chiave di tutta la faccenda. E’ lui infatti ad aver raccontato di aver visto quel giorno Cosima Misseri ordinare a Sarah in malo modo di entrare nella sua macchina, proprio poco prima della sua scomparsa definitiva. Il problema è che Buccolieri poi ritrattò quasi tutto, dicendo che in realtà si trattava di un sogno, di una visione. Il fioraio fu ritenuto a lungo testimone inattendibile, ma nelle ultime settimane il suo ruolo è tornato a essere decisivo.

Per ottenere la prova di cui hanno bisogno per incastrare Cosima e Sabrina, gli inquirenti hanno bisogno che il racconto del Buccolieri sia confermato. Ecco perché hanno deciso di rivolgersi a Vanessa Cerra. La decisione di interrogarla era stata presa già alla fine di maggio, ma vivendo lei in Germania, è stato necessario ottenere l’autorizzazione dei giudici tedeschi e displicare le pratiche necessarie. Ieri, finalmente, l’interrogatorio.

Nella primissima testimonianza rilasciata dal fioraio alle autorità, spuntava infatti il nome di Vanessa. ” Quando ho raccontato i fatti a Cerra Vanessa, la stessa mi esortava a raccontarli ai Carabinieri” aveva detto Buccolieri. “Io le dissi che non mi sentivo di fare questo per evitare che le mie dichiarazioni, in quel momento delle indagini, potessero creare più confusione che chiarezza, anche se dentro di me avevo il dubbio se andare dagli investigatori o meno. Ogni notte pensavo ai fatti ed ero macerato dal dubbio se potesse essere utile che io riferissi i fatti ai Carabinieri. (…) Ricordo che, dopo che Cerra Vanessa era stata ascoltata dall’Autorità Giudiziaria, verso la fine di ottobre, ebbi un colloquio con la stessa che mi raccontava quello che le avevano chiesto gli inquirenti, che stavano ascoltando tutti i residenti di via Grazia Deledda, nella circostanza, mi esortò nuovamente a raccontare quello a cui avevo assistito ai Carabinieri. Io le dissi, come le avevo già ribadito, che avevo paura che le mie dichiarazioni potessero pregiudicare le indagini in corso e che comunque avrei deciso successivamente se recarmi o meno dagli inquirenti”.

Ecco l’anello mancante: qualcuno che confermi le parole del fioraio. In realtà il fioraio aveva raccontato quello che aveva visto anche alla moglie: ma cosa aveva visto? L’uomo, dopo aver pranzato, circa alle ore 13 e 30 del 26 agosto, era salito sul suo furgone per fare il suo giro di commissioni ad Avetrana. In via Verdi, la via dove è sita l’abitazione della famiglia Scazzi, Buccolieri avrebbe visto Cosima scendere dalla sua vettura, andare incontro a Sarah e ordinarle in modo perentorio di salire sulla sua macchina. Nell’auto ci sarebbe stata un’altra donna, robusta e mora: Sabrina.

Pietro Argentino, procuratore aggiunto,  accompagnato dal tenente dei carabinieri Rolando Russo, è volato ieri nella città tedesca. All’interrogatorio di Vanessa hanno assistito anche un magistrato tedesco e il legale della ragazza. Il contenuto dell’intervista è stato coperto da segreto istruttorio e alla ragazza è stato vietato farne parola con chiunque. E’ emerso però un particolare. Saputo che Vanessa sarebbe stata interrogata, Giovanni Buccolieri si sarebbe messo in contatto con lei, per dirle di confermare la sua versione dei fatti, e cioè che si tratterebbe tutto di un sogno e non di fatti reali. Un’altra indiscrezione che è emersa, sarebbe quella secondo cui Vanessa fino ad oggi non avrebbe mai riferito alcunché di quanto sentito dal suo datore di lavoro quel 16 agosto, perché intimorita da una sua possibile ritorsione. Infatti Vanessa era già stata sentita ai tempi e aveva detto che a vedere Cosima era stata una anziana signora e non il fioraio. Poi, pentita, avrebbe detto alla madre quanto sentito veramente. La quale si recò in caserma a riferire ogni cosa. Adesso bisogna aspettare il 7 luglio: in quel giorno infatti il Tribunale del riesame discuterà il ricorso della pubblica accusa. Le parole di Vanessa potrebbero allora diventare decisive per l’incriminazione di Cosima e Sabrina. Potrebbero infatti essere incriminate anche per sequestro di persona, il che condurrebbe inevitabilmente all’incriminazione definitiva: l’omicidio di Sarah Scazzi.

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