DOMENICA DELLE PALME/ Significato e tradizione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme

- La Redazione

Domenica delle Palme. Significato e tradizioni dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Come profetizzato da Zaccaria Gesù fa il suo ingresso su un’asina. Le parole di Benedetto XVI oggi

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Giotto di Bondone, Ingresso a Gerusalemme, Cappella degli Scrovegni

Domenica delle Palme. Significato e tradizioni dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme – La Domenica delle Palme che si festeggia oggi, segna l’inizio della Settimana Santa che si conclude con la Pasqua: in questo giorno, secondo il racconto dei Vangeli, si ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, accolto festosamente dalla folla con rami i palma nelle mani.
A partire da oggi si ripercorreranno gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, la sua Passione, la morte in croce, la sepoltura fino alla Resurrezione. Come ricorda bene il
Vangelo di Matteo (21, 1-11) l’ingresso di Gesù a Gerusalemme avvenne così perché si adempisse quanto era stato annunziato dal profeta Zaccaria (9, 9) “Dite alla figlia di Sion; Ecco il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina, con un puledro figlio di bestia da soma”.
I discepoli, infatti, arrivati con Gesù alle porte di Gerusalemme fecero quanto il Figlio di Dio aveva chiesto loro e gli condussero i due animali, che coprirono con dei mantelli e Gesù vi si pose a sedere avviandosi a Gerusalemme.
La folla intanto si era radunata sapendo del Suo arrivo e stese per terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma. All’ingresso di Gesù agitavano le palme in segno di festa e di saluto, acclamando a gran voce: “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nell’alto dei cieli!”.
E i fanciulli che correvano precedendo il piccolo corteo rispondevano, a chi domandava “Chi è costui?”, “Questi è il profeta Gesù da Nazareth di Galilea”. Per questo la Domenica delle Palme è anche la Giornata della Gioventù. In questa Domenica delle Palme 2012 Benedetto XVI nella sua omelia ha sottolineato come all’esclamazione della folla “Benedetto colui che viene nel nome del Signore” corrisponda proprio uno sguardo di benedizione da parte di Gesù: «Lo sguardo che il credente riceve da Cristo è lo sguardo della benedizione: uno sguardo sapiente e amorevole, capace di cogliere la bellezza del mondo e di compatirne la fragilità. In questo sguardo traspare lo sguardo stesso di Dio sugli uomini che Egli ama e sulla creazione, opera delle sue mani».

L’ingresso di Cristi a cavalcioni di un’asina ha un significato importante: il suo potere è ben diverso da quello terreno, per cui un re dovrebbe salire su un animale ben più nobile, il cavallo, e non umile come un’asina.
La Domenica delle palme si festeggia con una liturgia particolare: la Messa in chiesa è preceduta da una processione al di fuori, durante la quale vengono lette orazioni e antifone. Quindi il sacerdote benedice i rami di ulivo o di palma, che dopo la lettura di un brano evangelico, vengono distribuiti ai fedeli dando inizio alla processione. Durante la Messa viene letto il lungo brano evangelico della Passione di Gesù, tratta dai Vangeli di Marco, Luca, Matteo, secondo il ciclico calendario liturgico. Dopo la Messa i fedeli portano a casa i rami benedetti che vengono conservati come simbolo di pace.
Si ha notizia della benedizione delle palme fin dal VII secolo: il rito si sviluppò ulteriormente con cerimonie e canti adeguato all’importanza sempre maggiore data alla processione.



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