SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 17 luglio, viene celebrata Sant’Edvige

- La Redazione

Il 17 luglio la Chiesa Cattolica celebra Sant’Edvige, canonizzata molto recentemente ma la cui venerazione è fortemente radicata già da molto tempo in Polonia e Ungheria.

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Il 17 luglio la Chiesa Cattolica celebra Sant’Edvige, canonizzata molto recentemente ma la cui venerazione è fortemente radicata già da molto tempo in Polonia e Ungheria. Fu Papa Giovanni Paolo II a canonizzare Edvige l’8 giugno 1997 a Cracovia di fronte a una folla immensa che vedeva così celebrare la prima regina che contribuì alla cristianizzazione di quell’area dell’est Europa. La Santa è infatti anche patrona della Polonia e dell’Ungheria , sua terra natale. Edvige, figlia della casa regnante d’Ungheria appartenente alla stirpe cristiana degli Angioini, nacque a Buda nel 1374. Fin da piccola ricevette una adeguata educazione religiosa, tanto che nelle sue letture comparivano non solo le Sacre Scritture, ma anche gli scritti di san Giacomo, le passioni dei santi, il salterio e le omelie dei padri della Chiesa. All’età di quattro anni venne promessa in sposa a Guglielmo d’Asburgo ma, dopo l’annullamento del matrimonio, a dodici anni divenne moglie di Jagello, granduca di Lituania e Polonia che promise in cambio di convertire sé stesso e tutta la sua nazione al cristianesimo. Con il battesimo egli prese il nome di Ladislao e iniziò per Edvige un periodo durante il quale si prodigò in ogni modo affinché anche nell’ultimo baluardo pagano d’Europa potesse diffondersi la religione di Cristo. Per la formazione dei sacerdoti fondò a Praga un collegio dove potessero studiare i lituani che avessero scelto di portare la parola di Dio, ma chiese anche il permesso a Papa Bonifacio IX di poter fondare a Cracovia la prima facoltà teologica di Polonia. La regina provvide a far tradurre sia in polacco che in lituano le maggiori opere cristiane, proprio quelle che aveva spesso letto fin da bambina per la sua formazione religiosa. Desiderando inoltre che la sua corte e i suoi dignitari avessero solide basi in materia di fede, mise a loro disposizione alcune guide spirituali di estremo valore e di grande preparazione. Il veloce passaggio da una religione all’altra aveva fatto sì che alcune credenze pagane si fossero innestate sulla nuova fede, ma Edvige fu inflessibile nel chiedere la totale aderenza alla dottrina di Roma. Nonostante ciò si dimostrò sempre molto tollerante nei confronti dei cristiani di rito orientale e, sempre per fare in modo che il cristianesimo potesse diffondersi nel suo regno, chiese e ottenne dal Papa che il giubileo del 1390 potesse essere celebrato direttamente in patria dai suoi sudditi senza il pellegrinaggio a Roma. 

La sua attenzione per la religione non la distolse però dai suoi doveri di regnante e spesso dovette intervenire per sedare liti e controversie tra i membri della famiglia o con i cavalieri dell’Ordine Teutonico, ma soprattutto in difesa dei più deboli. La vita di Edvige fu accompagnata dalle preghiere che ella era solita rivolgere all’immagine del crocifisso Wawel, a cui si rivolgeva quando aveva bisogno di consigli e di conforto. Essere una regina però comportava anche l’impegno di dover dare un erede al trono, ma la gravidanza che non si verificava fece sì che nelle corti europee si parlasse con malignità della sovrana polacca. Poi finalmente, dopo oltre dieci anni di matrimonio, giunse la notizia che Edvige attendeva un figlio. Grande fu la sua gioia, ma la piccola che partorì, Elisabetta Bonifacia, morì dopo poche ore. Quattro giorni dopo anche la regina spirò: era il 17 luglio 1399. Il culto di Edvige si radicò subito in Polonia ma per la sua canonizzazione fu necessario il riconoscimento ufficiale di un evento miracoloso, circostanza che si verificò il 17 agosto 1950, quando la signora Anna Romiszowska di Varsavia guarì in poche ore da un’osteite dell’apofisi mastoidea. La donna raccontò di aver pregato la beata Edvige nei tre giorni precedenti durante la novena a lei dedicata, ponendosi anche sulla parte malata una pezzuola proveniente dalla stoffa che era servita ad avvolgere le ossa della regina durante la sua esumazione dell’anno prima. Nel 1996 la Consulta Medica vaticana dichiarò tale guarigione miracolosa e a febbraio del 1997 venne espresso parere favorevole alla sua canonizzazione.



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