MAFIA IN EXPO?/ Colaprico: Beppe Sala estraneo, ma la Fiera nasconde qualcosa…

- int. Piero Colaprico

Undici persone sono state arrestate nell’ambito di un’inchiesta che riguarda la realizzazione di alcuni padiglioni per Expo 2015. C’è l’aggravante della finalità mafiosa. PIERO COLAPRICO

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Giuseppe Sala (Foto: LaPresse)

Undici persone sono state arrestate nell’ambito di un’inchiesta che riguarda la realizzazione di alcuni padiglioni per Expo 2015. Le accuse coinvolgono reati tributari, riciclaggio e associazione a delinquere con l’aggravante della finalità mafiosa. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, si sono concentrate sulla figura-chiave di Giuseppe Nastasi. “Sinceramente non ritengo possibile – dice Piero Colaprico, scrittore e inviato di Repubblica – che questa sia la prima di una lunga serie di inchieste su Expo. Da altre inchieste ancora in corso risulta infatti che Beppe Sala e il suo staff più stretto hanno resistito ad alcune pressioni, e inoltre il fatto che a vigilare su Expo ci fosse la Boccassini ha tenuto alla larga chi voleva delinquere”.

Colaprico, perché questi arresti che lambiscono Expo arrivano proprio adesso?

Stando a quello che risulta dalle carte era un’inchiesta in corso da anni. Gli arresti sarebbero stati chiesti almeno quattro mesi fa, ma sono stati concessi solo ora. A volte dal momento in cui è consegnata l’inchiesta a quello in cui avviene l’arresto passa anche un anno, quindi tutto sommato in questo caso è stata un’inchiesta rapida. Se uno vuole vedere in questa inchiesta una connessione con l’elezione di Beppe Sala come sindaco, deve prima spiegare che lo stesso Sala avrebbe una qualche responsabilità in quanto è avvenuto. Altrimenti il primo cittadino di Milano sarebbe soltanto la vittima incolpevole di un can-can mediatico e politico che gli vorrebbe attribuire delle colpe non sue.

Quali sono i potenziali risvolti di questa inchiesta?

Quello che mi auguro è che si guardi un po’ meglio dentro a Fiera Milano. Quello che emerge dall’inchiesta è che c’è una società legata a Fiera che in qualche modo “non si è accorta” di avere a che fare con dei soggetti un po’ particolari come erano Giuseppe Nastasi e Liborio Pace.

Perché la Fiera non si è accorta?

Siccome c’era la necessità di avere in fretta qualcosa, e non si è badato a quali erano gli interlocutori, si è finito per favorire l’ingresso di mafiosi nel tessuto sano della società. Questo Milano non se lo deve permettere, ma il grande ritardo con cui è partita Expo ha fatto sì che qualcuno “per ragioni di patria” abbia deciso di chiudersi gli occhi, tapparsi il naso e andare avanti. Per quanto però lo si possa comprendere per lo spirito del fare milanese e per il fatto che bisognava comunque portare a casa Expo, trovo tutto ciò difficile da digerire.

Come valuta la posizione dell’ente Fiera?

Per ora la Procura ha ritenuto l’ente Fiera estraneo ai fatti. Da un lato mi auguro che sia davvero così per il bene della città, dall’altra ho il sospetto che se si andasse a guardare bene dentro a ente Fiera forse troveremmo qualche altra società che non è stata a guardare troppo i fornitori.

Questa sarà la prima di una lunga serie di inchieste su Expo?

Sinceramente non lo ritengo possibile. In passato ci sono già state delle inchieste su Expo, alcune condotte dalla stessa Ilda Boccassini, che sono state chiuse molto rapidamente. Il fatto che fosse la Boccassini a occuparsi degli appalti di Expo ha scoraggiato quanti avevano in mente di agire intorno a essi. In molti di sono detti: “Se è riuscita a prendere due vecchie volpi come Gianstefano Frigerio e Primo Greganti, sarà capace di acchiappare tutti gli altri”. La Boccassini è un magistrato dell’accusa che quando ha addentato l’osso, difficilmente è un osso senza carne. E quindi chi aveva in mente di compiere azioni simili alla corruzione, alla fine non le ha fatte. Ma c’è un secondo elemento altrettanto importante …

 

Quale?

Da alcune altre indagini ancora in corso abbiamo visto che Beppe Sala e il suo staff più stretto hanno resistito ad alcune pressioni. Tutto questo mi fa pensare che sia difficile che ci siano delle altre inchieste su Expo.

 

Sala quindi può stare tranquillo?

Non faccio il mago, lo sa lui se può stare tranquillo oppure no. Sulla base di quanto è emerso finora io penso di sì.

 

Che cosa comporta il fatto che stavolta le infiltrazioni in Lombardia non riguardino la ‘Ndrangheta ma Cosa Nostra?

Il primo mafioso certificato arriva a Milano nel 1958. Nel capoluogo lombardo inoltre avvenne l’unico caso di boss mafioso arrestato lontano dalla Sicilia: si chiamava Luciano Liggio ed era il capo di Cosa Nostra. Milano è sempre stata una filiale di Palermo per mafia, ‘Ndrangheta, camorra e tutti i criminali internazionali. Quindi chi dice che a Milano la mafia non esiste o è stupido o è colluso.

 

(Pietro Vernizzi)

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