Meitu / La App di filtri per selfie nasconde un’insidia? (oggi, 20 gennaio 2017)

- La Redazione

Meitu: l’app di filtri per selfie cinese spopola in tutto il mondo con le caricature di Donald Trump e Michelle Obama. Ma la privacy? (oggi, 20 gennaio 2017)

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Selfie

Tutti vanno pazzi per Meitu, la nuova app di editing delle immagini più in voga del momento. Prodotta da un’azienda cinese, Meitu fa tutto quello che l’utente desidera: cancella i difetti, rende la pelle di porcellana, aggiunge un po’ di trucco e deforma anche i visi per chi si sente un po’ spiritoso. Meitu dà molte opzioni agli utenti che non resistono nello scattarsi selfie a ogni ora del giorno e della notte, e proprio per questo è diventata una delle applicazioni più usate. Attenzione però, perché quella che sembra un’app innocua e divertente nasconde in realtà un’insidia: Meitu, infatti, chiede l’accesso alle informazioni presenti nel cellulare – con un’invasione della privacy molto più alta rispetto a quella prevista normalmente da Android e Apple – cosa che permetterebbe all’azienda cinese di raccogliere dati sugli utenti che usano l’applicazione. Insomma, fate attenzione, perché tra un selfie e l’altro potreste vedere invasa la vostra intimità.

Meitu viene usata dagli utenti anche per fare a gara a chi pubblica immagini più divertenti di vip e personaggi famosi del mondo dello spettacolo e della politica. Come Donald Trump, che da molti utenti è stato trasformato in qualcosa di simile a un incrocio tra un minipony e un manga giapponese, e Michelle Obama, che sembra invece un elfo dei boschi. Insomma, con Meitu potete non solo abbellire il vostro viso, ma anche rendere ridicolo quello degli altri. Basta uno sfondo rosa con i disegnini, un po’ di fard sulle guance, due glitter, qualche cuore e il risultato è fatto: la persona che modificate con Meitu avrà un aspetto decisamente ridicolo. L’applicazione è gratuita e può essere scaricata da chi possiede un sistema operativo Apple o Android e attualmente è usata da milioni di utenti non solo in Cina, ma anche nel mondo. Chissà se anche Donald Trump, il neoeletto presidente degli Stati Uniti ha deciso di provarla.



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