TRIFONE E TERESA/ Giosué Ruotolo era geloso: il movente dell’amore omosessuale non corrisposto

- Dario D'Angelo

Trifone e Teresa: Giosué Ruotolo potrebbe aver ucciso i fidanzati di Pordenone per gelosia. Amava il suo ex commilitone e non era ricambiato? Il movente secondo l’accusa

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Giosuè Ruotolo e Rosaria Patrone, Facebook

L’accusa ne è certa: Giosué Ruotolo ha ucciso Trifone Ragone e la sua fidanzata poiché temeva che avrebbe potuto perdere il suo posto di lavoro nella Guardia Finanza se fosse emerso che ad importunare Teresa Costanza dal profilo Facebook “Anonimo Anonimo” era stato proprio lui. Ma c’è qualcosa di più, di altro, rispetto alla semplice paura di una denuncia ad aver mosso – secondo gli accusatori – la mano del killer. Lo si evince, secondo il pm, leggendo proprio quei messaggi, dalla quale emerge qualcosa di più “intimo e sottile, un abisso di gelosia e invidia”. La sensazione, insomma, è che Ruotolo fosse legato a Trifone da un rapporto diverso da quello che ha sempre raccontato ai giudici. Come riportato da Quarto Grado, la versione che si fa strada nell’accusa è che Ruotolo fosse innamorato di Trifone e che Teresa, fosse finita nel suo mirino proprio in qualità di fidanzata del commilitone.

IL PADRE DI TERESA, “NON PERDONO”

A parlare della morte della figlia Teresa è stato Rosario Costanza, il padre che sta assistendo in aula al processo che vede imputato Giosué Ruotolo. Intervistato da Quarto Grado, rispetto alla possibilità che l’ex militare vada all’ergastolo, il papà di Teresa ha detto:”Sentire la parola ergastolo è stato un sollievo per noi. Non avremo mai pace, perché non ci può essere mai una pena che potrebbe garantire due omicidi di due ragazzi così felici e belli. Speravo che Ruotolo si alzasse e dicesse la verità, ma capendo il suo carattere ho capito che era impossibile. Io non perdono nessuno, questo ha ammazzato mia figlia. Non esiste il perdono: ha condannato a morte tutta la famiglia”. Rosario Costanza è certo che Ruotolo abbia organizzato la duplice uccisione senza complici:”Secondo me non ci può essere una seconda persona: mi rendo conto per quello che ho visto che Ruotolo è stato capace di fare tutto da solo. Ha preparato tutto tre o quattro mesi prima”.



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