A PRANZO CON PAPA FRANCESCO/ A Bologna, il racconto dei poveri:”Ecco cosa ci siamo detti”

- Dario D'Angelo

A pranzo con Papa Francesco: nella sua visita a Bologna, il Pontefice ha deciso di pranzare con i più poveri all’interno di San Petronio. Ecco il racconto di chi era seduto accanto a lui.

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La sorella di Papa Francesco racconta il "suo" Bergoglio (LaPresse)

Non capita a tutti di poter pranzare con il Papa. Un onore concesso a pochi. E chissà come si saranno sentiti i poveri di Bologna, che soltanto poche ora fa si sono trovati gomito a gomito con il capo della Chiesa cattolica, gli avranno passato il pane, avvicinato l’acqua. Un’emozione unica, che a pensarci bene ogni fedele vorrebbe provare. Per scoprire che poi, di divino, in quell’uomo vestito di bianco, c’è soprattutto la semplicità. La conferma è arrivata dagli “ultimi”, dai fortunati che hanno avuto il piacere di pranzare insieme a lui nell’imponente San Petronio. Il racconto di questa esperienza è stato pubblicato sul portale di Comunione e Liberazione, e a descrivere i tratti speciali di questo argentino che ha conquistato il Vecchio Continente è stata in primis una volontaria francescana. Ed è inutile negarlo, la prima domanda che sorge spontanea è la seguente:”Cosa vi siete detti con il Papa?”. La risposta è di quelle che aprono il cuore:”Io sono stata in silenzio. Mi sono accontentata di ascoltarlo e di guardarlo negli occhi, perché ha degli occhi tanto luminosi che c’ha dentro il Paradiso”.

NAZARENO, “ERO SEDUTO VICINO A PAPA FRANCESCO”

Dicevamo che pranzare alla stessa tavola del Papa non è una cosa che non tutti possono vantare di aver fatto nella vita, neanche i capi di stato delle più importanti potenze mondiali. Bene, adesso mettetevi nei panni di Nazareno, l’indigente che la sorte ha assegnato nel posto a sedere accanto a Francesco. E anche qui il dubbio è d’obbligo: come ci si sente stando seduti accanto al rappresentante di Cristo in Terra? Si fa attenzione a non urtarlo? Si evita di pestargli i piedi? Si cerca di fare conversazione sperando di non apparire banali? Anche in questo caso è la risposta di Nazareno a dare l’idea della dimensione del Papa:”Ah, me lo chiedevo anche io…Ma cosa gli dirò?! E invece è stato semplicissimo, perché lui è proprio semplice, alla mano. Ci ha chiesto della nostra condizione, di noi…E poi ci ha raccontato di sé, di come gli è nata la vocazione, come è diventato sacerdote…”.

IL DISCORSO DEL PAPA

Del resto, a mettere a proprio agio quelli che sarebbero diventati di lì a poco i suoi commensali, c’aveva pensato lo stesso Papa Francesco al momento dell’arrivo dei poveri a San Petronio. Questo era stato il suo discorso d’accoglienza:”Che gioia vederci in tanti in questa casa! È proprio come la casa di nostra Madre, la casa della misericordia, la Chiesa che tutti accoglie, specialmente quanti hanno bisogno di un posto. Siete al centro di questa casa. La Chiesa vi vuole al centro. Non prepara un posto qualsiasi o diverso: al centro e assieme. La Chiesa è di tutti, particolarmente dei poveri. Siamo tutti degli invitati, solo per grazia. È un mistero di amore gratuito di Dio che ci vuole suoi, qui, non per merito, ma per suo amore”. Sembra quasi il caso di dirlo, di spingersi un po’ più in là: parole sante…

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