FRANCESCA BENETTI/ Ex insegnante scomparsa: ergastolo a Bilella, verso l’ultima tappa (Un giorno in Pretura)

- Emanuela Longo

Francesca Benetti, il giallo dell’ex insegnante scomparsa 4 anni fa a Un giorno in Pretura. Antonino Bilella condannato all’ergastolo, attesa per il verdetto della Cassazione.

un_giorno_in_pretura_facebook
Omicidio Alberto Musy, Un giorno in Pretura

Sarà dedicato ancora una volta al giallo di Francesca Benetti il nuovo appuntamento di Un giorno in Pretura, programma in onda nella terza serata di RaiTre e che nelle due precedenti puntate aveva ripercorso l’intero processo su un fatto di cronaca rimasto ancora irrisolto. Nonostante il corpo della donna, ex insegnante 55enne di Cologno Monzese, scomparsa nel nulla il 4 novembre 2013 da Villa Adua, a Potassa, non sia mai stato rinvenuto, secondo gli inquirenti il responsabile di quello che si configura come un terribile omicidio sarebbe Antonio Bilella, unico indagato e doppiamente condannato alla pena dell’ergastolo in primo e secondo grado con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere. L’uomo non ha mai confessato l’omicidio della donna, ma anzi si è sempre ritenuto innocente rispetto alle gravissime accuse che in questi quattro anni gli sono state mosse. Contro di lui, numerose prove che andrebbero a confermare i dubbi degli inquirenti e poi le due sentenze – l’ultima in Appello giunta lo scorso aprile – con le quali l’ex fattore è stato condannato al carcere a vita. Francesca era una donna bella e felice. Aveva un compagno – l’uomo che poi denunciò la sua sparizione – e due figli, Eleonora e Giulio, che ancora oggi continuano a sperare di potere, un giorno, riabbracciare l’amata madre. A disturbare la sua serenità, però, vi era quella ossessione divenuta ormai morbosa, da parte dell’allora custode di Villa Adua, Antonino Bilella, che secondo l’accusa avrebbe perso letteralmente la testa per Francesca.

FRANCESCA BENETTI, IL POSSIBILE MOVENTE E IL GRANDE ENIGMA: DOVÈ IL CORPO?

Forse un rifiuto o la totale indifferenza da parte di Francesca Benetti potrebbe aver spinto l’agricoltore oggi 72enne a compiere il terribile omicidio, per poi occultarne per sempre non solo il corpo ma anche l’arma. Un giallo lungo quattro anni, interrotto lo scorso aprile, nel medesimo mese in cui giunse la nuova condanna all’ergastolo, dal timore che alcuni resti, rinvenuti in una boscaglia a Cologno Monzese, potessero appartenere proprio all’ex insegnante scomparsa nel nulla. All’epoca se ne era occupata la trasmissione Pomeriggio 5, battendo anche questa pista che però si rivelò essere l’ennesimo buco nell’acqua. Il corpo di Francesca, dunque, rappresenta il grande enigma che contribuisce a rendere ancora più inquietante l’intero “giallo di Villa Adua”. Eppure, le sue tracce di sangue trovate sull’auto dell’unico uomo indagato, non lasciano dubbi sulla fine tragica riservata alla donna. L’accusato, intanto, anche davanti a Dio, poco prima della lettura della sentenza di primo grado si era definito “innocentissimo”, mettendo in scena un disperato tentativo di difesa al quale i giudici avevano però replicato con un verdetto severissimo. Quello a suo carico, ricordiamolo, è stato un processo indiziario, anche e soprattutto in assenza del corpo della vittima, durante il quale è stato scandagliato ogni dettaglio di vittima e presunto assassino. L’ultimo atto si avrà con la sentenza della Corte di Cassazione alla quale Bilella ha presentato ricorso e che farà luce sull’annoso quesito: Francesca è stata uccisa?

LA VILLA DISSEQUESTRATA

A quattro anni dalla sua sparizione, il caso di Francesca Benetti è tornato al centro della cronaca, non solo per l’ampio spazio dedicato dal programma Rai, Un giorno in pretura, alle tappe giudiziarie che hanno visto protagonista Antonino Bilella. Solo nelle passate settimane, infatti, come riporta Il Tirreno, sono stati ufficialmente tolti i sigilli dalla grande villa a Potassa, ereditata dalla donna dopo la morte del marito. Sotto sequestro dal giorno in cui avvenne il primo sopralluogo da parte dei Carabinieri, solo nei giorni scorsi il giudice ha firmato il decreto di dissequestro che ha permesso alla figlia Eleonora di ritornare in possesso delle chiavi. Oggi è lei, appena ventenne, ad essere stata nominata curatrice. Ad una settimana dal quarto anniversario della scomparsa – coincidente con la morte per i giudici del Tribunale di Grosseto nonché per quelli della Corte d’Appello – il caso torna centrale in tv con la terza ed ultima puntata dedicata proprio al giallo che vede al lavoro i sostituti procuratori Salvatore Ferraro e Marco Nassi, chiamati a risolvere il mistero, nonostante la presenza di un colpevole e di un presunto movente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori