COPPIA DELL’ACIDO/ Cassazione, Alexander Boettcher condannato a 14 anni per l’aggressione a Barbini

- Emanuela Longo

Alexander Boettcher condannato in Cassazione a 14 anni di reclusione: confermata in terzo grado la pena sancita in Appello per l’aggressione con l’acido a Pietro Barbini.

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Alexander Boettcher e Martina Levato

Si è svolto oggi il terzo grado di giudizio a carico di Alexander Boettcher, il giovane ex broker milanese accusato insieme all’ex fidanzata Martina Levato di diverse aggressioni con l’acido. Anche la Corte di Cassazione si è ora espressa, confermando la condanna a 14 anni di reclusione. Ne dà notizia Repubblica.it che spiega come la Suprema Corte abbia rigettato il ricorso avanzato dall’imputato contro la sentenza di secondo grado emessa il 21 aprile dello scorso anno dalla Corte d’Appello di Milano. In quella circostanza la Levato era stata invece condannata a 12 anni di reclusione. Alex Boettcher è accusato delle aggressioni con l’acido ai danni di Pietro Barbini, ex compagno di scuola dell’ex bocconiana Martina. Lo scorso luglio Boettcher era stato condannato ad altri 23 anni di carcere, nel corso del processo d’Appello per l’aggressione a carico di Stefano Savi e per il tentativo di aggressione, secondo le medesime modalità, anche di Andrea Carparelli.

CASSAZIONE CONFERMA CONDANNA PRONUNCIATA IN APPELLO

Alla vigilia della sentenza della Cassazione a carico di Alexander Boettcher che con l’ex compagna si erano guadagnati l’appellativo di “Coppia dell’acido”, la difesa del giovane rappresentata avvocato Lamberto Rongo e dal collega Ermanno Gorpia, aveva commentato con un certo ottimismo l’importante giornata vissuta dall’imputato. “Non può non avere un peso il fatto che tutte le persone offese sono state risarcite con cifre importanti. Puntiamo sul fatto che la Corte ne tenga conto”. La Suprema Corte, invece, ha ribadito quanto già deciso in Appello quando all’epoca la Camera di consiglio si riunì per oltre sei ore prima della decisione. Anche il pg Sante Spinaci nella sua requisitoria aveva sollecitato i giudici della quinta sezione penale della Cassazione, presieduta da Maurizio Fumo a confermare quanto già stabilito al termine del processo di secondo grado. Alla fine, è giunto il verdetto definitivo alla cui lettura ha assistito anche la madre dell’ex broker, presente in aula.



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