GIANNA DEL GAUDIO / News, Antonio Tizzani: la Scientifica nel garage dell’imputato, si cercano tracce di sangue (Quarto Grado, oggi 3 febbraio 2017)

- La Redazione

Gianna Del Gaudio, ultime news: Antonio Tizzani ripercorre la sera del delitto e ricostruisce il suo alibi. Nuovi particolari e aggiornamenti sul caso di Seriate.

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Gianna Del Gaudio

Il delitto di Gianna Del Gaudio resta ancora avvolto nel più fitto mistero: chi ha ucciso l’ex professoressa in pensione, sgozzata nella sua villetta di Seriate lo scorso 26 agosto? Gli inquirenti continuano a tenere l’attenzione concentrata su Antonio Tizzani, marito della vittima 63enne e anche per questa ragione, i Carabinieri sono tornati a cercare nel garage dell’uomo, ex ferroviere 68enne. A darne notizia è stato, in un video pubblicato sulla pagina Facebook di Quarto Grado, l’inviato Giorgio Sturlese Tosi che proprio questa sera aggiornerà i telespettatori sul giallo di Gianna Del Gaudio. Nei garage sotterranei di proprietà dei Tizzani, sono giunti nelle passate ore i carabinieri del reparto Scientifico di Bergamo insieme al consulente e all’avvocato difensore del marito indagato a piede libero. Gli esperti hanno utilizzato il luminol al fine di cercare la presenza di possibili tracce di sangue. Gli inquirenti, dunque, non mollano la presa ed a quanto pare i sospetti continuano a ruotare sempre attorno al ruolo che Antonio Tizzani potrebbe avere avuto nel delitto della moglie Gianna Del Gaudio. Clicca qui per vedere il video.

Ad oltre cinque mesi dal delitto di Gianna Del Gaudio, l’ex professoressa in pensione sgozzata nella sua abitazione di Seriate la notte del 27 agosto scorso, la trasmissione Quarto Grado torna sull’intricato giallo. In questi lunghi mesi le indagini non si sono mai fermate, prendendo in esame diverse piste tra cui quella del serial killer, subito crollata dopo gli accertamenti dei medici legali sui cadaveri di Gianna e di Daniela Roveri, la donna uccisa a distanza di quattro mesi nella medesima zona ma in circostanze solo apparentemente simili. L’attenzione, dunque, è rimasta concentrata in particolare sul marito della vittima, Antonio Tizzani, nonché unica persona indagata a piede libero. Fino ad oggi, sono molteplici le versioni che l’uomo avrebbe fornito rispetto a quanto avvenuto la sera del delitto, quando a sua detta vide un misterioso uomo incappucciato fuggire dalla sua abitazione, dopo aver ucciso Gianna Del Gaudio. Del fantomatico uomo non è mai emerso alcun riscontro. Nessuno lo avrebbe mai visto oltre ad Antonio Tizzani, sebbene la sua versione abbia spesso evidenziato non poche lacune. Come sottolinea L’Eco di Bergamo, fino a qualche tempo fa l’indagato aveva persino ipotizzato la fuga del presunto assassino della moglie in bicicletta, asserendo come la mano dell’uomo, da lui descritta come scura di carnagione, potrebbe essere stata invece insanguinata. Il marito di Gianna Del Gaudio, ha rilasciato nuove dichiarazioni nel corso della trasmissione in onda su Telelombardia, Iceberg Lombardia, avanzando la ricostruzione del suo alibi per la sera del delitto dell’ex professoressa. Antonio Tizzani ha smentito quanto scritto sui quotidiani, secondo cui la sera in cui Gianna Del Gaudio veniva uccisa lui era uscito a buttare la spazzatura. A sua detta, quello era un compito che svolgeva solo la moglie, lui al massimo la controllava se passava la mezzanotte perché, “aveva paura giustamente”, ha asserito l’uomo. “Quella sera ero in giardino a bagnare le piante: il bello è che quando il giorno dopo siamo andati col giudice io ho detto quello che stavo facendo: hanno visto gli stessi carabinieri e la stessa giudice che era ancora bagnato a terra”, ha rivelato Antonio Tizzani alla trasmissione televisiva. L’indagato ha anche smentito che quella sera stesse sistemando l’ombrellone: Gianna gli aveva chiesto di poggiare l’ombrellone al muro poiché il giorno successivo si sarebbe occupata di cucire la stoffa rotta vicino alla bacchetta. Poi, parlando del killer della moglie, l’ex ferroviere 68enne ha spiegato: “A casa mia in quella zona là quella sera era l’unica porta aperta. Se era uno straniero in cerca di chissà che cosa e quindi non conosceva la vittima. Magari per pochi centesimi io come faccio a sapere?”. Domande senza risposta, come quelle che da mesi si pongono gli inquirente, alla ricerca di una verità che ad oggi appare ancora molto lontana.



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