PESCE SCORPIONE/ Predatore velenoso arriva in Sicilia: la sua puntura provoca necrosi

- Dario D'Angelo

Pesce scorpione: un temutissimo predatore velenoso ha fatto capolino nelle acque della Sicilia. Le sue punture provocano necrosi: cosa fare se si viene a contatto con lui.

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Immagini di repertorio (foto da Pixabay)

Il pesce scorpione rischia di essere, nostro malgrado, il protagonista delle estati italiane: il temutissimo predatore velenoso, che era solito abitare le acque del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano, dopo essere stato introdotto in Florida e aver raggiunto le coste occidentali dell’Oceano Atlantico e il Mar dei Caraibi, sembra aver fatto capolino anche nel mare della Sicilia. A lanciare il grido d’allarme è l’ISPRA, che dopo aver condotto una ricerca con il CNR e la American University of Beirut, (Range expansion of the common lionfish Pterois miles in the Mediterranean Sea: an unwanted new guest for Italian waters” pubblicato su BioInvasions Records) informa che il pesce scorpione o pesce leone è arrivato anche nella Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari. La pericolosità di questo pesce è rappresentata soprattutto dalle sue spine, ripiene di un potente veleno che rimane in circolo nel sangue della preda fino a 48 ore dal primo contatto con lo scorpione del mare. Questo significa che un pesce che venga punto dal pesce scorpione e poi venga pescato e messo in vendita come “pesce fresco” al mercato, rischia di essere ancora infetto. Ma i pericoli per l’uomo non finiscono qui. Innanzitutto bisogna sottolineare come il pesce scorpione rappresenti una presenza distruttiva per gli ecosistemi nei quali si muove: ma i guai aumentano se ad essere punti sono gli esseri umani. Secondo gli esperti una puntura di pesce scorpione, che solitamente ama nuotare nei fondali rocciosi, oltre che provocare un dolore lancinante causa sintomi fastidiosi come nausea, vomito, febbre, convulsioni, difficoltà respiratorie e diarrea. Il pericolo maggiore, però, è che le zone colpite dalle spine del pesce scorpione rischiano di andare in necrosi e di perdere di sensibilità. Le regole da seguire se si viene a contatto con questo pericoloso predatore sono quelle di rimuovere le spine, disinfettare la zona colpita e immergerla in acqua calda, dal momento che le alte temperature rompono la struttura proteica della tossina responsabile del dolore.



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