SCUOLA RAZZISTA?/ Lezioni vietate agli studenti stranieri: l’esperimento sociale di Vercelli

- La Redazione

Scuola Razzista? Il preside di una scuola media di Vercelli limita le aule agli stranieri. Gli italiani insorgono a favore dei compagni, ma si tratta di un esperimento (7 marzo 2017).

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Foto dal web

Gli esperimenti sociali danno modo di vedere ed analizzare emozioni e reazioni in merito a tematiche scottati. Ne è un esempio Il Collegio, il reality di Rai 1 che rievoca il mito scolastico degli anni ’60, ma che cosa succede invece oggi, dove le classi spesso sono miste? Per sondare il modo di reagire ad un possibile divieto discriminatorio, la scuola media Pertini di Vercelli, parte integrante dell’Istituto comprensivo Lanino, ha voluto diffondere una finta circolare, con cui si impediva agli alunni italiani di stare con i figli di migranti. Un’iniziativa intrapresa in occasione della Giornata dedicata alla Memoria dei Giusti, celebrata ieri, che a tutti gli effetti ha avuto un successo inaspettato. Nella circolare, la preside ha sottolineato infatti che l’ordinanza scolastica avrebbe avuto effetto immediato e che “gli alunni con entrambi o anche solo un genitore di origine non italiana” avrebbero frequentato le lezioni in un’aula distaccata rispetto agli studenti italiani. La simulazione di Ferdinanda Chiarello, sottolinea Il Fatto Quotidiano, è stata realizzata con il supporto dei ragazzi con genitori stranieri, che sono stati al gioco. Una volta letta l’ordinanza della Preside, gli alunni italiani si sono sollevati in massa, accennando a voler abbandonare l’edificio in segno di protesta. Una reazione forte, che in più di un’occasione ha comportato urla contro il corpo docenti ed anche la richiesta di parlare con la Provincia, se non proprio il ministero dell’Istruzione a Roma. “Ero a casa ammalata”, continua, “e mi hanno persino raggiunto telefonicamente per farmi sapere il loro dissenso”. Una protesta che ha continuato ad incedere negli animi infuocati, fino a che i professori hanno rivelato la verità. Ovviamente non si tratta di una presa in giro, ma un modo per testare ciò che avvenne nel 1938, quando le Leggi Razziali chiusero le porte delle scuole agli stranieri. 



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