Marco Vannini / Chi tra gli imputati deciderà di raccontare la verità sulla sera del delitto? (Quarto Grado)

- Emanuela Longo

Marco Vannini, ultime news: nel processo a carico dei Ciontoli, la testimonianza del datore di lavoro del giovane e della vicina di casa degli imputati.

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Marco Vannini, foto da "Chi l'ha visto?"

In attesa dell’udienza del prossimo 6 luglio nell’ambito del processo sul delitto di Marco Vannini, quando a parlare sarà Antonio Ciontoli, tra circa un mese, il 14 giugno, si avrà un nuovo appuntamento in aula durante il quale sarà conferito l’incarico agli esperti che dovranno eseguire la perizia collegiale chiesta dalla Corte. Gli esperti in questione saranno tre: un medico legale, un esperto di interventi di emergenza e un cardiochirurgo. A loro spetterà il compito di valutare ulteriormente alcuni aspetti già affrontati dai consulenti nelle precedenti fasi del processo a carico di Ciontoli e Viola Giorgini. A rivelarlo è il portale TerzoBinario.it, che annuncia come nella prossima udienza i legali della difesa dovranno indicare alla Corte quale degli imputati sceglierà di deporre e fornire la sua verità su quanto accaduto la sera del 17 maggio di due anni fa nella villetta di Ladispoli, quando perse la vita Marco Vannini. Il caso, intanto, sarà commentato questa sera dalla trasmissione Quarto Grado con le ultime dichiarazioni e le novità sul caso.

La trasmissione Quarto Grado, in onda stasera su Rete 4 con la nuova puntata, si occuperà anche del caso di Marco Vannini, all’indomani dell’ottava udienza del processo sul delitto del 20enne di Cerveteri. Il caso resta ancora avvolto dal mistero e si spera, attraverso i vari appuntamenti in aula, di poter far luce su quanto avvenuto in casa di Antonio Ciontoli, padre della fidanzata della vittima e principale indagato per l’omicidio del ragazzo. Sarebbe stato lui, la sera del 17 maggio di due anni fa, ad esplodere con colpo di pistola nei confronti di Marco, uccidendolo. L’intera famiglia Ciontoli è indagata per omicidio in concorso mentre Viola Giorgini, fidanzata di Federico Ciontoli – figlio maggiore di Antonio -, presente anche lei la sera dell’omicidio, è chiamata a rispondere della sola accusa di omissione di soccorso. Nell’udienza di ieri, a prendere la parola sono stati due testimoni di parte civile molto importanti, ovvero il datore di lavoro di Marco Vannini e una vicina di casa dei Ciontoli.

Il primo, Massimiliano Montini, come rivela Terzobinario.it, è il titolare di una spiaggia attrezzata di Ladispoli presso la quale il 20enne ucciso lavorava come bagnino, pur continuando a coltivare il sogno di potere, un giorno, entrare nel mondo militare. La mattina del 17 maggio 2015, Marco aveva lavorato in spiaggia fino alle 19:40, poi era stato pagato per le due giornate lavorative che aveva svolto, con due banconote da 50 euro. Banconote, queste, che non furono mai ritrovate tra gli oggetti che furono restituiti ai genitori della vittima dopo la sua morte. Ad evidenziarlo è stata la trasmissione Chi l’ha visto 12.25, ribadendo come questo aspetto vada ad aggiungersi ad un altro giallo nella vicenda, ovvero la maglietta indossata dal 20enne quando quella mattina uscì di casa.

A proposito del vestiario di Marco Vannini, il testimone ha riferito di ricordare che il ragazzo indossasse una canotta rossa con pantaloncini azzurri la mattina del 17 maggio 2015. Il 20enne portava con sé anche uno zaino. Insieme al giallo delle banconote, anche i vestiti rappresentano un aspetto poco chiaro nell’intera vicenda, come emerso nel corso delle prime otto udienze del processo che vede imputati i Ciontoli e Viola Giorgini. Sin dall’inizio, infatti, ci si domanda come fosse vestito Marco la sera della tragedia, se fosse realmente nella vasca da bagno al momento dello sparo mortale, e se fosse nudo o vestito. Domande, queste, che la famiglia del giovane ucciso continua a porsi tutt’oggi ed alle quali mancherebbero delle risposte certe. Ad intervenire in aula al cospetto della Corte d’Assise di Roma, nella giornata di ieri è stata anche la vicina di casa di Antonio Ciontoli e che la sera del delitto di Marco Vannini si trovava a poche centinaia di metri da casa.

La giovane conosce bene sia i membri della famiglia imputata che Viola Giorgini. In aula ha dichiarato di aver visto la sera del 17 maggio Federico Ciontoli e la fidanzata Viola camminare spediti verso l’abitazione del primo. La teste ha poi riferito di aver visto il giovane Ciontoli spostare l’auto mentre la fidanzata un secchio dell’indifferenziata. Rivolgendosi a quest’ultima, mentre udiva le urla di Marco Vannini provenire dalla villetta, le avrebbe chiesto se andasse tutto bene. Viola l’avrebbe così tranquillizzata sul fatto che Marco fosse stato colto da un semplice attacco di panico e che erano in cinque a prendersi cura di lui. “Si sentivano le urla”, ha riferito la giovane, per poi asserire che dopo poco vide l’arrivo di un’ambulanza. Della morte di Marco Vannini lo apprese solo il giorno seguente. Nella giornata di ieri era attesa anche la deposizione di Antonio Ciontoli, presente in aula, ma l’udienza nella quale saranno ascoltati gli imputati è stata fissata al prossimo 6 luglio, giorno in cui i Ciontoli racconteranno la loro “verità”.

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