TRIFONE E TERESA/ La difesa di Giosuè Ruotolo: “Non ci sono prove”, ma emerge un particolare (Ultime notizie)

- Morgan K. Barraco

Trifone Ragone e Teresa Costanza sono stati uccisi più di due anni fa, ma il processo a carico di Giosué Ruotolo regala nuovi colpi di scena: l’affermazione di una teste.

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Giosuè Ruotolo e Rosaria Patrone, Facebook

A più di due anni di distanza dal delitto di Trifone Ragone e Teresa Costanza, i fidanzatini di Pordenone, la difesa di Giosuè Ruotolo ribadisce la mancanza di prove a carico del suo assistito. Il militare 27enne risulta ancora l’unico indagato per il duplice omicidio, avvenuto nel marzo del 2015. Secondo il difensore Roberto Rigoni Stern non ci sarebbero prov a carico del suo assistito, ma solo indizi che non dimostrerebbero la sua colpevolezza. Durante il processo della Corte d’Assise di Udine, avvenuto lo scorso venerdì, sono intervenuti i consulenti della difesa di Giosuè Ruotolo per evidenziare alcuni punti rimasti oscuri. In particolare, ci sarebbe una discrepanza fra l’orario in cui avvenuto l’omicidio di Trifone e Teresa, individuato fra le 19.40 e le 19.50. E’ in questo arco di tempo che i due fidanzati salgono a bordo della loro Suzuki Alto, sottolinea Il Giorno, e in cui vengono raggiunti da sei colpi di pistola.

Secondo i pm l’auto di Giosuè Ruotolo, un’Audi A3, in quel momento si trovava ferma nel parcheggio vicino a via Amendola e lì sarebbe rimasta per otto minuti. La tesi è che il militare abbia compiuto l’omicidio proprio in quel frangente e che si sia allontanato subito dopo il delitto.

Secondo l’avvocato difensore di Ruotolo, invece, il suo assistito in quel momento stava cercando parcheggio invano per potersi recare in palestra. “Le telecamere del parcheggio del palasport di Pordenone non hanno ripreso nulla”, ribadisce il legale Rigoni Stern, a cui si aggiunge anche l’impossibilità di effettuare nuovi rilievi.

In questi mesi infatti il sistema di videosorveglianza della cittadina del Friuli Venezia Giulia sarebbe stato interamente sostituito. A questo particolare si aggiunge anche la discrepanza di 4-5 minuti fra la tesi dell’accusa e quella della difesa, alimentata da alcune testimonianze. In aula è intervenuta tuttavia un’amica di Teresa Costanza, Raffin Cascia, che ha riferito ai giudici come nel 2014 la ragazza le avesse confidato che qualcuno la infastidiva. “Mi ha detto che Trifone avrebbe sistemato questo problema”, ha concluso. 



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