Ultime notizie/ Di oggi, ultim’ora: Palermo, ucciso capomafia (23 maggio 2017)

- Matteo Fantozzi

Ultime notizie di oggi, ultim’ora: (23 maggio 2017). Donald Trump in Arabia Saudita. Decolla la polemica per i ”politici francescani”. La Juventus entra nella storia con 6 scudetti di fila

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Giuseppe Dainotti, 67 anni, è stato ucciso questa mattina a Palermo, quartiere Zisa. L’uomo stava tranquillamente girando in bicicletta quando si sono avvicinate due persone e gli hanno sparato uccidendolo. Si tratta di un ex capomafia che era uscito dal carcere ne 2014. L’omicidio arriva alla vigilia del 25esimo anniversario della strage di Capaci e sebbene le due cose non siano in relazione, significa altresì che il Dainotti era in qualche modo tornato alle attività mafiose. Potrebbe anche trattarsi di semplice vendetta per motivi interni, per conti risalenti al passato o a qualche rivelazione fatta durante il carcere.

Un Donald Trump che ha iniziato il suo viaggio che lo porterà al G7 di Taormina, e che oggi è giunto in Arabia Saudita con lo scopo acclarato di far rilucere la sua stella almeno in politica estera. L’uomo più potente del mondo a Riad dinanzi ad una schiera di politici mussulmani ha teso la mano all’Islam, tralasciando i toni arroganti della campagna elettorale e affermando che gli USA non hanno intenzione di dare lezioni a chicchessia, la sua ferma volontà è però quella di combattere il terrorismo più radicalizzato, e per questo chiede aiuto ai partner internazionali. Il magnate americano non ha dimenticato però gli affari, e all’interno del suo discorso ha affermato che nei prossimi 3 anni le industrie a stelle e strisce forniranno tecnologia militare per oltre 400 miliardi di dollari agli “alleati” sauditi, una boccata d’ossigeno soprattutto per l’economia americana.

Il nuovo decreto legge recentemente approvato, porterà un’emergenza in termini numerici mai vista negli ultimi tempi. L’obbligatorietà della vaccinazione vedrà infatti il varo di una “campagna straordinaria” di vaccinazioni che interesserà oltre 800.000 ragazzi. Essi dovranno sottoporsi alla vaccinazione obbligatoria entro l’inizio della prossima stagione scolastica, pena un multa salata prevista come sanzione a chi eviterà la profilassi obbligatoria. Il problema che già era abnorme in termini numerici per quanto riguarda coloro che non si erano mai vaccinati, sale di numero in quanto il decreto Lorenzin prevede l’estensione del vaccino obbligatorio per un numero maggiore di malattie, cosa che amplifica la schiera dei bambini che si dovranno recare presso le strutture per sottoporsi al vaccino.

Com’era prevedibile immediata risposta della santa sede alle parole di Grillo, che ieri si era definito un politico francescano. Oggi al fondatore del M5S ha risposto direttamente il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, che a margine di un convegno ha affermato che nessun politico può essere definito un Francescano. Per Parolin ben vengano tutte le iniziative che possano aiutare le categorie più svantaggiate, ma questo non fornisce in esclusiva la possibilità di definirsi un “cultore” della fede francescana. Per l’alto prelato nessun partito può essere definito Francescano per antonomasia, almeno che esso non fondi la sua proposta politica “esclusivamente” sui dettami del Santo.

Sesto scudetto consecutivo in uno dei campionati più difficili di tutta Europa, una cosa che in Italia non era riuscita a nessuno e che adesso è realtà grazie alla “cavalcata” della Juventus di Allegri. Ieri i bianconeri hanno vinto in uno “Stadium” gremito in ogni ordine di grado dinanzi al Crotone, facendolo hanno conquistato lo scudetto, cosa che avviene per sei anni consecutivi. Grande merito per queste vittorie alla dirigenza bianconera, una dirigenza capace a fronte di forti investimenti economici, a prendere una squadra che veniva dalla serie B e a portarla in maniera regolare tra le migliori squadre del vecchio continente. I tifosi hanno immediatamente esultato al triplice fischio finale, una esultanza che bissa quella seguita alla vittoria della Coppa Italia, ma che potrebbe diventare apoteosi in caso di vittoria della Champions, la cui finale è prevista il 3 giugno a Cardiff.

Negli anticipi la Roma si era imposta a Verona contro il Chievo per 5 a 3 ed il Napoli per 4 ad 1 contro la Fiorentina: avevano sperato in un passo falso della Juve che non c’e’ stato. Ora è lotta per il secondo posto e per la qualificazione diretta in Champions League per la prossima stagione. Nell’area retrocessione, il Genoa mette al sicuro la prossima stagione nella serie A grazie al successo contro il Grande Torino per 2-1. Intanto i giochi per il Crotone sono ancora aperti: dovrà sperare nell’ultima partita. Incerto è il futuro anche dell’Empoli sconfitto dall’Atalanta grazie ad un unico gol dei bergamaschi. Quindi alle già retrocesse Pescara e Palermo, retrocederà o l’Empoli o il Crotone: sarà decisiva la partita di domenica prossima. Intanto il Milan espugna a San Siro il Bologna per 3 gol a zero e si qualifica alla Europa League per la prossima stagione. Udinese e Sampdoria pareggiano mentre nella partita tra Sassuolo e Cagliari vengono segnati ben 8 gol. Il Sassuolo si aggiudica il match per 6-2. Stasera il posticipo della Lazio con un’Inter che parte demotivata e senza il sostegno dei suoi tifosi: il destino del Pioli, da molte partite incerto, sarà deciso già stasera. Termina invece 3-1 per l’Inter la gara contro la Lazio allo Stadio Olimpico.

Quindicesima tappa del Giro d’Italia all’insegna di un percorso misto che ha previsto una prima parte pianeggiante ed una seconda parte in scalata sul Monte Selvino. Arriva prima Jungles della Quick-Step Floors. Il lussemburghese batte in volata nello sprint finale il colombiano Quintana e il francese Pinot. L’olandese Dumoulin però resta in maglia rosa e risulta primo nella classifica generale. Nibali incrementa il suo ritardo ed è a 3 minuti e 40 secondi da Dumoulin. Domani sarà prevista la giornata di riposo ma poi il giro riprenderà dopodomani con la sedicesima tappa di 222 chilometri da Rovetta a Bormio. Si raggiungerà la cima Coppi e si toccherà il confine dell’Italia con la Svizzera ad appena tre chilometri dal Passo dello Stelvio per chiudere poi in discesa e tutto in volata negli ultimi venti chilometri.

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