CRISTIANI SGOZZATI PER VENDETTA/ La Chiesa non si arrende: “Dio cammina anche in questo orrore”

- Silvana Palazzo

Cristiani sgozzati per vendetta: strage a Gambo. Ma monsignor Aguirre non si arrende: “Dio cammina anche in questo orrore”. Il dolore di papa Francesco, le ultime notizie

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LaPresse

Strage di cristiani a Gambo, un villaggio del Centrafrica. I miliziani islamisti hanno sgozzato 50 persone tra donne, uomini e bambini per vendicarsi di un’incursione di combattenti non musulmani nel loro territorio. Tra le vittime ci sono anche sei volontari della Croce rossa. Il bagno di sangue è stato reso noto da monsignor Juan José Aguirre, che ai microfoni di Avvenire ha spiegato le lotte di potere in corso nello stato africano, da sempre teatro di violenze spietate. I miliziani di autodifesa del territorio, non musulmani, la scorsa settimana hanno fatto irruzione nel villaggio, scatenando la reazione del contingente Onu, che però tra le vittime ha fatto molti civili. I ribelli Seleka hanno poi avuto la meglio e la mattanza dei 50 cristiani è una vendetta. Gli islamisti hanno fatto irruzione nell’ospedale della Croce rossa, uccidendo malati e parenti, in gran parte civili cristiani.

STRAGE DI CRISTIANI NEL CENTRAFRICA

IL RACCONTO DI MONSIGNOR AGUIRRE

«È stata brutale. Hanno massacrato feriti e parenti in visita. Donne, uomini, bambini, anziani. Civili cristiani in gran parte, non si trattava di anti-Balaka. Li hanno sgozzati uno dopo l’altro. I testimoni mi hanno parlato di almeno cinquanta vittime. Ma potrebbero essere di più», ha raccontato monsignor Aguirre. Ora teme un attacco nella vicina missione di Bema. In questo quadro complesso a farne le spese sono sempre loro, i più deboli. «La strage ha profondamente addolorato papa Francesco», ha affermato monsignor Aguirre, che ora si trova sotto un fuoco incrociato. I radicali musulmani lo attaccano perché è cristiani, mentre i gruppi di autodifesa lo accusano di difendere i musulmani. L’altra notte hanno sparato contro il muro della sua casa, inoltre riceve continuamente telefonate minatorie. Non perde però la forza di andare avanti: «Dio cammina con noi. Anche nell’orrore del Centrafrica».



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