IL MISTERO DELLA MUMMIA DI LENIN/ Il cocktail chimico per conservarla è top secret, il risultato incredibile

- Paolo Vites

Come fa la mummia di Lenin ad essere così perfettamente conservata dopo quais cento anni dalla morte? Una misteriosa miscela di elementi chimici non è mai stata resa nota

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L'ultima foto ufficiale scattata a Lenin risale a 30 anni fa

A oltre 90 anni dalla sua morte, c’è una mummia perfettamente conservata che continua a perpetuare il mito del più grande rivoluzionario della storia, l’uomo che distrusse gli zar e fondò il primo paese comunista della storia, l’Urss. Più grande ovviamente dal punto di vista dell’impresa che compì, non certo per i meriti dato che lui stesso mise le premesse per trasformare quel paese nella peggior dittatura, la più sanguinaria della storia. In ogni caso è un dato di fatto che Valadimir Ilych Lenin goda di ottima salute. Il suo cadavere naturalmente, dato che nonostante sia morto nel 1924, sembra sia deceduto ieri ancor oggi. Quale il segreto di questa perfetta conservazione che batte tutti i mummificatori della storia, da quelli degli antichi faraoni in poi? Nel mausoleo ancor oggi sulla Piazza Rossa, su un letto di tessuto rosso, in un sarcofago di vetro, 92 anni dopo la sua morte, quel cadavere è così ben conservato che viene sconsigliato di portare i bambini piccoli a vederlo, tanto li terrorizza. Come sempre in caso di mummificazione gli organi interni furono eliminati, lasciando solo lo scheletro e i muscoli e regolarmente viene visitato e “riaggiustato” da un team di specialisti.

Quando Lenin morì, il 21 gennaio 1924, il progetto originale era una normale sepoltura. Per permettere l’esecuzione dei quattro gironi di lutto nazionale, il corpo venne mummificato seguendo normali regole, ma visto che quattro giorni non erano sufficienti per l’enorme folla che continuava a rendere omaggio alla salma venne costruito un mausoleo temporaneo in legno. Grazie alle temperature sotto zero di Mosca, il corpo rimase quasi perfettamente conservato. Dopo 56 giorni di continui pellegrinaggi i leader dell’Unione sovietica cambiarono idea rispetto alla sepoltura e decisero di fare un mausoleo permanente. L’idea di conservarne il corpo a temperature sotto allo zero sembrò non sufficiente. Vladimir Vorobyov e Boris Zbarsky, due esperti di chimica suggerirono allora uno speciale cocktail da iniettare nel corpo che impedisse al cadavere di cambiare colore, forma e decomporsi. Ma il cadavere cominciava già a dare segni di decomposizione: punti neri erano apparsi sulla pelle e gli occhi avevano cominciato a infossarsi. Furono necessari mesi per sbiancarne la pelle e studiare le miscele chimiche per conservarlo. Otto mesi dopo, il cocktail chimico era stato trovato, ma nessuno ha mai potuto sapere che sostanze erano state usate che rimangono tutt’oggi segrete. Alcune volte alla settimana il cadavere viene visitato da dei specialisti per controllare che illuminazione e temperature siano quelle giuste. Ogni 18 mesi invece la mummia viene portata in una struttura speciale sotto al mausoleo e si procede a una nuova imbalsamatura. Il corpo viene lavato con un fluido imbalsamante e vengono iniettate le misteriose sostanze chimiche. Ed eccolo lì, sempre bello e splendente nel suo mausoleo ancora oggi. Piccolo particolare: oltre agli organi interni, al povero compagno Lenin venne asportato anche il cervello per poterlo studiare e capire le sue “eccezionali capacità” e si trova presso l’Accademia russa delle scienze. Ma tutt’oggi nessuno ha trovato alcun segreto nel suo cervello.



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