MARINA RIPA DI MEANA / Il figlio Andrea Cardella: “Non ci sarà nessun funerale”

- Fabio Belli

Marina Ripa di Meana, il suicidio meditato dopo la diagnosi di cancro. Fu una telefonata dell’oncologo Umberto Veronesi a farle cambiare idea sul proposito suicida.

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Marina Ripa di Meana (LaPresse)

Andrea Cardella, figlio adottivo di Marina Ripa di Meana, scomparsa venerdì 5 gennaio 2018 all’età di 76 anni, ha dichiarato che non ci sarà nessun funerale per sua madre. Il figlio adottivo della scrittrice, attivista e personaggio televisivo, scomparsa dopo una lunghissima lotta contro il cancro, ha rilasciato questa dichiarazione durante la puntata odierna de Il Sabato Italiano, programma in onda su Rai 1 condotto da Eleonora Daniele. Andrea Cardella ha anche affermato che il corpo di Marina Ripa di Meana verrà cremato, in base a quelle che sono state le sue ultime volontà. Queste sono state le dichiarazioni: “Lei non vuole funerali, sarà cremata”. Andrea Cardella ha anche svelato ulteriori dettagli riguardanti gli ultimi momenti di vita di Marina Ripa di Meana: “Mi ha chiamato, ha voluto che stessi accanto a lei sul letto, lì, prima che si addormentasse”. Il figlio adottivo di Marina Ripa di Meana ha anche dichiarato che sua madre, per l’ultimo saluto a parenti e amici, ha voluto un vestito nero di velluto lungo e un cappello con la veletta. (Aggiornamento di Fabio Morasca)

VITTORIO SGARBI: “UN CASO INTERESSANTE DI FEMMINISMO”

Anche Vittorio Sgarbi ha commentato la morte di Marina Ripa di Meana, venuta a mancare durante la giornata di ieri, venerdì 5 gennaio 2018, all’età di 76 anni dopo una lunga lotta contro il cancro. Vittorio Sgarbi e Marina Ripa di Meana, in passato, ebbero uno scontro molto acceso quando la scrittrice e attivista, durante la mostra internazionale di Spoleto Arte, gli versò addosso un barattolo colmo di urina denominato “Piscio d’artista”. Vittorio Sgarbi ha ricordato Marina Ripa di Meana soprattutto con queste parole: “E’ stata un caso interessante di femminismo non classico, non antagonista al maschio. Marina è riuscita a essere femminista sottomettendo i maschi”. Queste sono state le dichiarazioni riportate dall’Ansa. Sgarbi ha anche rivelato che, dopo l’episodio precitato, ci fu la pace con Marina Ripa Di Meana. Sgarbi, in questo ricordo, ha aggiunto anche queste parole: “Era bella, una figura interessante. Ha rappresentato una fase evoluta della femme fatale”. (Aggiornamento di Fabio Morasca)

IL RICORDO DI LUCA BARBARESCHI

Marina Ripa di Meana si è spenta ieri al termine di una lunga malattia e sono tante le persone che la ricordano. Tra questi Luca Barbareschi che, ai microfoni di Libero, ha parlato dell’ultima volta che l’ha vista, che risale al suo Teatro Eliseo: “È venuta in sedia a rotelle, ma sempre bellissima, curatissima, elegantissima. Accogliendola in sala – ha detto al Corriere della sera – mi è venuto spontaneo esclamare: ‘Marina sei qui!’. E lei mi ha risposto: ‘Certo! Non rinuncio a una prima! Non posso mica morire da sola a casa, davanti alla tv! Se devo morire, muoio combattendo”. Continua l’attore, per anni legato a Lucrezia Lante Della Rovere: “E pensare che quando vivevo con Lucrezia, lei mi chiamava il ‘ceffo’. Perché quando madre e figlia litigavano, e faceva piangere Lucrezia, mi arrabbiavo e la minacciavo dicendo che se succede di nuovo, vengo da te e ti picchio”. Lei gli rispondeva per le rime: “Ci credo che lo fai, sei un ceffo!”. (Agg. Massimo Balsamo)

LE SUE PAROLE SULLA SCIENZA E LA MEDICINA

In tanti continuano a ricordare Marina Ripa di Meana e anche la sua battaglia contro la malattia. Oltre al suo videotestamento, c’è chi non vuole dimenticare le parole che pronunciò in televisione la scorsa primavera, quando si presentò negli studi di Pomeriggio Cinque con una sorta di “veletta” scura davanti al volto e una fessura da cui si riuscivano a vedere bene i suoi occhi. La donna, a causa di una reazione allergica a una terapia, aveva il volto sfigurato, ma non per questo rinunciò a mandare un chiaro messaggio di fiducia nella scienza. “Sono voluta intervenire perché voglio ribadire la mia fiducia nella scienza e nella medicina. Fidatevi dei medici e non degli affabulatori che vi spingono a prendere medicinali alternativi e non basati su prove scientifiche”. Parole importanti, anche alla luce dell’evidente problema che le cure avevano comportato per il suo fisico. E che risultano preziose per quanti continuano a combattere contro il tumore. (aggiornamento di Bruno Zampetti)

LE PAROLE DI GIULIANO FERRARA

Continua nella giornata di oggi il ricordo di Marina Ripa di Meana. Giuliano Ferrara ha voluto ricordarla sul Foglio, evidenziando che “fu bella, elegante e scostumata”. “In un certo senso che va oltre la sofferenza e la sublima, tipico atteggiamento di Marina di fronte alla sua lunga malattia, si può dire di una donna così: La morte le fa un baffo”, ha aggiunto il giornalista, secondo cui mancherà non poco la bellezza e la luce del volto di Marina Ripa di Meana. A suo modo di vedere la donna fu regina di un certo tipo di “salotti”. Ecco le sue parole: “Adorava le persone e i gruppi coltivati, spensierati, anticonformisti, ricchi: di talento, di denaro, di conversazione. Del salotto informato, ma caciarone all’occasione, litigioso, perfino sornionamente grossolano, fu regina senza rivali”. Ferrara ha anche sottolineato che non mancheranno in questi giorni le ricerche sui tanti aneddoti che la vedono protagonista, “ma l’unico giudizio che la riguarda davvero è che nell’arte di vivere en plein air nessuna fu come lei”. (aggiornamento di Bruno Zampetti)

LE PAROLE DI BARBARA PALOMBELLI

A Forum una delle ultime apparizioni televisive di Marina Ripa di Meana. Non senza preoccupazione, perché era evidente che non stesse bene. «Ho avuto paura, già non si reggeva in piedi, poi si è accesa la telecamera, ed è stato come nulla fosse», ha ricordato Barbara Palombelli, sua amica dagli anni Ottanta. Questa è stata per lei una delle lezioni più grandi sulla lotta contro il cancro. «Ha messo un’energia pazzesca dentro il suo personaggio. Con la malattia, ancora di più», ha aggiunto nell’intervista rilasciata a Vanity Fair a poche ore dalla morte di Marina Ripa di Meana. Una morte che la stilista e scrittrice sapeva sarebbe presto arriva: a ottobre diede infatti una festa a casa sua. «Stavolta devi venire: è il mio ultimo compleanno», disse all’amica Barbara Palombelli. E quando si incontrarono le confidò il suo presentimento: «Sai, vado avanti, ma non so se arriverò a Natale. Vorrei vedere nascere il mio pronipote, sarà maschio, ma non credo ci riuscirò». Barbara Palombelli ha voluto allora rievocare un’altra grande lezione dell’amica: «Marina Ripa di Meana ha insegnato a tutte le donne che si può essere trasgressive rimanendo brillanti, alla faccia delle oche. Perché si innamorava – e faceva innamorare – di tutto». (agg. di Silvana Palazzo)

MARINA RIPA DI MEANA, LA NOBILE GUERRIERA

Marina Ripa di Meana, morta a 76 anni nella giornata di venerdì 5 gennaio 2018, non aveva nascosto la sua battaglia con la malattia, iniziata ben 16 anni fa. Le diagnosticarono un cancro e la sua prima reazione, come raccontato in diverse interviste, fu quella di andarsi a gettare nel Tevere, il fiume di Roma, per evitare sofferenza e una fine che vedeva più che mai prematura. Un proposito che nessuno può sapere quanto fosse stato reale nella sua testa, di sicuro Marina Ripa di Meana, sempre in merito al periodo della diagnosi, ha raccontato come a farle cambiare in ogni caso idea fosse stata una telefonata di Umberto Veronesi, che la convinse a combattere la malattia. Decisione saggia, si sono aggiunti 16 anni intensi di viva anche se non privi di sofferenze, con il cancro che l’ha costretta a subire ben tre operazioni ai polmoni e l’asportazione di un rene. 

LA GRANDE PASSIONE CON FRANCO ANGELI

La vita di Marina Ripa di Meana è stata comunque un lungo romanzo, pieno di amori, colpi di scena e passione per la teatralità. Tanto che proprio in merito al momento di disperazione vissuto quando le diagnosticarono il cancro, dichiarò di “non essersi suicidata per vanità”, avendo pensato all’immagine del suo cadavere galleggiante tra i ratti e le immondizie del Tevere. Troppo, per una donna che dalla vita aveva preteso sempre il massimo, vivendo storie d’amore spesso sul filo del rasoio, come quella con il pittore Franco Angeli, uno dei fuochi più intensi di una vita comunque piena di passione. Marina Ripa di Meana ha frequentato il pittore tra il 1967 ed il 1975, quando era ancora sposata ed arrivando a provare con lui anche l’eroina, in due diverse occasioni, per provare ad entrare nel suo mondo ma anche per cercare di esorcizzarlo, e provare a liberare Angeli dall’abisso della droga. 

LE TANTE AVVENTURE AMOROSE 

Marina Ripa di Meana è stata definita da Gianni Agnelli “la donna più bella del mondo” ed era grande amica dello scrittore Alberto Moravia, con il quale intrattenevano lunghe colazioni con una sola regola. Non si doveva parlare di letteratura, perché a Marina Ripa di Meana piaceva ripetere di non aver mai letto un libro. Difficile da credere visto che la cultura non le è mai mancata al momento di doverla esibire, in ogni caso ne ha pubblicati successivamente ben quattordici, di libri, molti dei quali concentrati sulle sue memorie e su avventure amorose che hanno lasciato un segno nell’immaginario collettivo. E’ stata sia amante del grande regista Roman Polanski che del produttore di Hollywood Bob Evans, che le aveva proposto di partecipare a Love Story. E poi lo scultore Eliseo Mattiacci, il pittore Gino De Dominicis e l’industiale Roberto Gancia: volti e personaggi che animavano i suoi racconti che, spesso e volentieri, un gran pezzo d’Italia restava ad ascoltare.

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