Tomba di bambino “vampiro” scoperta nella necropoli/ Lugnano, teschio di 1500 anni fa: rito funebre inusuale

- Matteo Fantozzi

Nella Necropoli di Lugnano in Umbria è stato scoperto un bambino “vampiro” risalente a 1500 anni fa. Probabilmente morì di malaria, sconvolgente la sua sepoltura.

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Bambino "vampiro" scoperto 1500 anni dopo

Emergono nuovi dettagli in merito al ritrovamento di quello che è già stato definito il “bambino vampiro”, vale a dire il teschio appartenente a una giovane vittima della malaria nella necropoli di Lugnano (in provincia di Terni) e che risalirebbe circa al V secolo dopo Cristo: a incuriosire gli studiosi è infatti non solo la scoperta in sé quanto il particolare rito funebre che era stato approntato e che ricorda un’altra sepoltura simile che era stata scoperta proprio nello stesso sito circa tre anni oro sono e che pure in quel caso riguardava una bambina che era stata tumulata con delle pesanti pietre nelle sue mani. Questa volta il teschio, che dopo un iniziale incertezza è stato riconosciuto appartenente non ad un maschio ma ad una femmina, aveva in bocca il sasso: inoltre, dalle tracce di un ascesso dentale rivenuto è stato possibile capire che la causa della morte è stata la malaria e che potrebbe aver ucciso anche altri piccoli rinvenuti nella stessa villa romana e che, con ogni probabilità, veniva usata come luogo per inumare i bambini morti. (agg. R. G. Flore)

Teschio di bimba con una pietra in bocca

E’ stata scoperta dopo ben 1500 anni la tomba della bimba “vampira”: nella Necropoli di Lugnano, in Umbria, è stato rinvenuto il teschio di una bimba di circa 10 anni con una pietra in bocca. Un ritrovamento importantissimo, con la piccola forse morta per malaria. Come riporta da Umbriaon, l’amministrazione del luogo ha commentato: “Secondo gli esperti la presenza della pietra nella cavità orale della bambina farebbe ricondurre ad un rito legato presumibilmente all’epidemia di malaria che infestò, alla metà del V secolo d.C. l’area dove oggi sorge Lugnano. Una tesi che si riallaccia a quella che vuole la desistenza nell’avanzare di Attila che durante la sua campagna di conquista verso Roma si imbattè proprio nella presenza della malaria . A questo sarebbe dovuta la sua decisione di non avanzare oltre”. E sottolinea: “Questa scoperta sta suscitando molto interesse a livello internazionale sia dal punto di vista scientifico che da quello mediatico. Non possiamo quindi che ritenerci soddisfatti per i risultati ottenuti e che daranno sicuramente più visibilità al nostro sito archeologico proprio mentre ci apprestiamo a portare a termine il progetto di copertura dell’area di Poggio Gramignano che, grazie ai finanziamenti delle aree interne, verrà reso fruibile ai turisti”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

Il bambino “vampiro”

Incredibile è la scoperta che è stata fatta nella necropoli di Lugnano in Teverina, provincia di Terni in Umbria, dove è stato rinvenuto lo scheletro di un bambino di dieci anni sepolto 1500 anni fa. All’epoca era stato considerato un vampiro e sconvolgente è il modo in cui è stato sepolto per impedirgli nel caso di resurrezione di andare a mordere e contagiare i vivi. Prima del seppellimento era sta apposta all’interno della sua bocca una pietra, una procedura particolare anche se conosciuta visto che veniva effettuata molto spesso, purtroppo, sui deceduti che si credeva fossero vampiri. Il cranio del bimbo mostra un evidente ascesso ai denti che fa pensare come questo sia potuto decedere per malaria. Una scoperta che invita a riflettere e può portare anche a diverse ipotesi su quanto accaduto in passato.

Scavi diretti da David Soren

Gli scavi sono stati effettuati da un archeologo di fama mondiale come l’americano David Soren. All’interno del cimitero, ha spiegato questi, dopo il ritrovamento dei resti del bimbo di dieci anni sono stati rinvenuti anche altri diversi cadaveri e si è potuta chiarire con precisione la datazione della morte del bambino fatto risalire appunto al V secolo dopo Cristo. Questo perché si era verificata un’incredibile ondata di malaria nella zona centrale dell’Italia che aveva ucciso moltissimi abitanti e aveva anche ritardato l’arrivo del re degli Unni Attila alla volta di Roma. Sull’Indipendent possiamo scoprire come questo fatto ha inviato numerosi archeologi a visitare il cimitero per capirne ancora di più.

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