Yara Gambirasio, Massimo Bossetti:”Sono innocente”/ Biglietto a Enrico Fedocci:”Dai voce a mia disperazione”

- Silvana Palazzo

Omicidio Yara Gambirasio, Massimo Bossetti dopo la conferma dell’ergastolo: “Non doveva finire così”. La criminologa Roberta Bruzzone a La Vita in Diretta: “Basta, dica cosa le ha fatto”

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Massimo Bossetti

Poche righe scritte a mano su un foglio indirizzato ad Enrico Fedocci, il giornalista di News Mediaset che ha seguito per intero la sua vicenda: Massimo Bossetti proclama ancora una volta la sua innocenza ed estraneità rispetto all’omicidio di Yara Gambirasio, per il quale pochi giorni fa è stato condannato all’ergastolo in Cassazione. Come riportato da TgCom24, il muratore di Mapello scrive di proprio pugno:”Caro Enrico, fai giungere a tutti la voce di un innocente condannato al carcere a vita senza MAI potersi difendere. Questa non è una cosa da paese civile. Io sono INNOCENTE e lo griderò finché avrò voce”. Le parole “mai” e “innocente”, oltre che scritte in maiuscolo, sono sottolineate da Bossetti, che conclude:”MAI smetterò di lottare con i miei avvocati che mi difendono per sincera convinzione e amore di Giustizia per dimostrare la mia INNOCENZA!!”. (agg. di Dario D’Angelo)

AVVOCATO SALVAGNI, “DIRITTO DELLA DIFESA VIOLATO”

La Cassazione ha confermato la pena dell’ergastolo per Massimo Balsamo, ritenuto colpevole dell’uccisione di Yara Gambirasio. L’avvocato Claudio Salvagni, intervenuto a Uno Mattina, ha commentato: “Io ho sempre avuto il pensiero per la piccola vittima, l’ho sempre fatto da quando ho iniziato. In questo processo non si è cercata abbastanza la verità. Noi ci siamo sempre confrontati con l’accusa e abbiamo sempre dato disponibilità, ma non ci è stata data la possibilità di rifare il Dna. La strada verso la giustizia internazionale è obbligata, anche se è ancora presto per parlarne: il diritto di difesa è stato violato, aspetteremo le motivazioni”. Il legale ha poi aggiunto: “Questo processo si è sviluppato su una mole di udienze, dedicate soprattutto al Dna: è stata fatta un’indagine genetica straordinaria, allungarla di qualche mese non sarebbe stato un problema”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

“NON DOVEVA FINIRE COSI'”

Dopo la sentenza della Cassazione, che ha confermato l’ergastolo per Massimo Bossetti, don Fausto Resmini ha rivelato come ha reagito l’uomo condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio alla notizia. “Non sono stato ascoltato, non doveva finire così”, avrebbe detto al cappellano del carcere. «Dopo la sentenza era molto provato, il volto era teso. Abbiamo camminato. Lui ha pensato che gli era crollato il mondo addosso, poi ha pensato alla sua famiglia che lo hanno sostenuto e non lo hanno abbandonato. Ha le foto dei figli appese al muro, sono la sua forza». Il cappellanno del carcere, intervistato da La Vita in Diretta, ha proseguito svelando le perplessità che Bossetti nutre sul suo futuro: «Vuole andare in un carcere dove poter lavorare. Spera di tornare a casa, la speranza è l’unica cosa che ti fa sopravvivere ad un ergastolo». Quando gli viene chiesto se crede nell’innocenza o colpevolezza dell’uomo risponde: «A me è stato affidato un uomo, nella sua intimità, nei suoi segreti più nascosti. Devo essere vicino a quest’anima che lentamente dialoga con me».

ROBERTA BRUZZONE A MASSIMO BOSSETTI: “ORA BASTA, DICA COSA LE HA FATTO”

«Qui di vittima ce n’è una sola ed è Yara Gambirasio». Così Roberta Bruzzone ha risposto a distanza alla difesa di Massimo Bossetti dopo la sentenza con cui la Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo. «Mi aspettavo questa conclusione», ha proseguito a La Vita in Diretta la criminologa, che ha poi attaccato l’impianto difensivo costruito attorno all’ex carpentiere di Mapello. «Non ho mai condiviso nessuna posizione della difesa, non penso sia un mistero. Non è stato un processo con rito abbreviato. Ci sono state 45 udienze, molto infuocate, almeno 6-7 dedicate al Dna», ha aggiunto Bruzzone. La criminologa nello studio di Raiuno ha spiegato che non c’era bisogno di una nuova perizia del Dna: «Sono passati tre anni e mezzo per arrivare a Bossetti con un’indagine che non ha precedenti a livello internazionale. Questo vuol dire non aver avuto diritto di difesa? Non serviva alcuna perizia perché non ci sono dubbi su quel Dna». Bruzzone ha poi concluso il suo pensiero con toni duri: «Cosa gli direi se lo avessi di fronte? Finiscila di raccontare favole e dì cosa hai fatto a quella bambina, solo così potrai tornare ad essere un essere umano».

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