Asilo politico negato, immigrato 22enne suicida/ Ultime notizie Taranto, Viminale: “Permesso scadeva a marzo”

- Niccolò Magnani

Asilo politico negato ad un 22enne del Gambia che si suicida a Taranto: si chiamava Amadou Jawo si è tolto la vita “per vergogna nel dover ritornare in Africa”

immigrazione_migranti_clandestini_sbarchi_11_lapresse_2018
LaPresse

Arrivano nuovi aggiornamenti sulla tragica fine di Amadou Jawo, immigrato gambiano di 22 anni che si è tolto la vita a Taranto dopo essersi visto negato l’asilo politico. Il Viminale è intervenuto sulla vicenda, rendendo noto quanto segue: “A proposito del suicidio del ventiduenne gambiano Jawo Amadou, avvenuto lo scorso 15 ottobre a Castellaneta Marina (Taranto), si segnala che il ragazzo aveva un permesso di soggiorno con scadenza a marzo 2019. Viveva con alcuni connazionali. In Italia aveva chiesto lo status di rifugiato: era stato respinto il 7 dicembre 2016”. “Il ragazzo aveva poi fatto ricorso” si legge sulla pagina della Lega: “Il 12 ottobre scorso il giudice si era riservato la decisione. I Carabinieri, intervenuti sul luogo del suicidio, hanno raccolto le dichiarazioni dei suoi compagni che hanno imputato il gesto a uno stato depressivo. Secondo gli inquirenti il 22enne aveva anche manifestato l’intenzione di tornare in Gambia, usufruendo dei rimpatri assistiti”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

“NON VOLEVA TORNARE IN AFRICA”

Si chiamava Amadou Jawo, il 22enne del Gambia che dopo essersi visto negare l’asilo politico in Italia ha deciso di suicidarsi impiccandosi al cornicione della sua casa a Castellaneta Marina, in Puglia. Enzo Pilò, rappresentante dell’associazione Babele che si occupa di accoglienza e assistenza migranti, come riportato dall’Agi, ha ricostruito così la vicenda:”A Jawo Amadou, il 22enne del Gambia che lunedì si è suicidato a Castellaneta Marina, in provincia di Taranto, era stata negata la protezione internazionale per la quale aveva fatto richiesta. Il diniego gli è giunto probabilmente tra luglio e agosto scorsi, poi ha fatto ricorso al Tribunale e la Questura gli ha rilasciato conseguentemente un permesso temporaneo di soggiorno in attesa dell’esito del Tribunale”. Tribunale che alla fine si è espresso negativamente sulla sua richiesta: una batosta che Amadou non è riuscito ad assorbire decidendo per questo motivo di farla finita. (agg. di Dario D’Angelo) 

ASILO POLITICO NEGATO, MIGRANTE 22ENNE SUICIDA A TARANTO

Aveva 22 anni e veniva dal Gambia il giovanissimo immigrato che si è tolto la vita due giorni fa a Taranto, in Puglia: pare che avesse appena ricevuto il diniego dell’asilo politico che di fatto lo costringeva a lasciare l’Italia per tornare nel suo Paese. Invece, per motivi ancora tutti da verificare, Amadou Jawo ha deciso di farla finita e si è suicidato impiccandosi al cornicione della sua casa a Castellaneta Marina dove viveva con alcuni suoi connazionali. Le notizie filtrate da Repubblica sono state confermate dall’associazione Babele che già da tempo si occupava del 22enne gambiano nella sua ricerca di un asilo politico tramite le autorità italiane: inutile dire come il caso di Amadou, oltre alla tragedia umana che resta (e deve restare) centrale, fa riaffiorare la problematica “incendiaria” dell’immigrazione nel nostro Paese.

SCATTA LA RACCOLTA DI DONAZIONI PER PORTARE IL CORPO IN GAMBIA

Il 22enne era stato in una struttura di accoglienza nel leccese appena arrivato nel nostro Paese dopo essere scappato dal Gambia; poi si era trasferito a Castellaneta Marina dove viveva fino a due giorni fa. È allora che è giunta la notizia del diniego di un asilo politico in cui evidentemente aveva sperato tanto, forse troppo, per cambiare definitivamente vita. A nulla sono serviti i tentativi di soccorso da parte del 118, quando è stato trovato impiccato al cornicione dai suoi stessi amici connazionali. «Desiderava tornare in Africa, ma temeva di essere additato come fallito e si vergognava. Ha pensato di non avere scelta», sono le parole dell’associazione Babele in merito ai possibili motivi dietro alla tragica scelta del 22enne Amadou. Ora si sta organizzando una raccolta fonti con tanto di donazioni per trasportare il corpo in patria: «Servono in pochi giorni – fa sapere l’associazione pro migranti – circa cinquemila euro per pagare l’agenzia funebre che si occupa dello spostamento».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori