Gilberto Benetton/ Il suo ultimo grande colpo, l’acquisizione della spagnola Abertis

Addio a Gilberto Benetton, è morto il fratello di Luciano, Carlo e Giuliana: fondatore del Gruppo nonchè n.1 di Edizione e Atlantia. Alessandro verso la successione

22.10.2018 - Niccolò Magnani
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Gilberto Benetton, presidente di Edizione (LaPresse)

Treviso in lutto, ma non solo, per la scomparsa di Gilberto Benetton, quello che dei quattro fratelli fondatori dell’impero Benetton era quello che più si occupava dell’aspetto manageriale e finanziario dell’azienda. Solo pochi mesi fa, a luglio, era scomparso un altro dei fratelli, Carlo, di tre anni più giovane di Gilberto. I due erano gli ultimi dei quattro fratelli Benetton. A Treviso in lutto anche le squadre di basket, pallavolo e rugby da sempre sponsorizzate dalla famiglia Benetton. Gilberto era malato da tempo, e secondo chi gli era vicino la tragedia del ponte Morandi a Genova di cui la famiglia era gestore, ha aggravato le sue condizioni per il dolore provato, ma non ha mai mollato la guida. E’ stato proprio nei suoi ultimi mesi di vita che grazie alla sua abilità la Benetton si era aggiudicata la spagnola Abertis. Nonostante questo non appariva quasi mai in pubblico, e di sé diceva: “Sono un uomo normale che conduce una vita normale”.

LE PAROLE DI FLAVIO BRIATORE

Nel giorno del cordoglio per la scomparsa del fondatore dell’impero che oggi porta il suo nome, Gilberto Benetton, sono molte le voci non solo dell’imprenditoria nostrana ma pure della politica che commentano la morte di colui che ha contribuito a far conoscere il made in Italy in tutto il mondo. E non mancano anche ricordi con una punta di veleno come quello delle ultime ore di Flavio Briatore che, ricordando la figura di uno dei fratelli Benetton, ha collegato la sua dipartita a uno degli eventi più luttuosi che hanno colpito il nostro Paese negli ultimi anni, vale a dire la tragedia del viadotto sul torrente Polcevera crollato a Genova. “Il crollo del ponte fa una vittima in più, Gilberto Benetton” ha detto l’ex team manager della scuderia italiana e anche della Renault in Formula 1, aggiungendo che lo aveva visto l’ultima volta circa dieci giorni prima: “Eravamo stati insieme un’oretta e ci eravamo salutati con un abbraccio, ma non stava così male, poi lo sciacallaggio che la sua famiglia ha dovuto subire nei giorni dopo il 14 agosto gli ha dato il colpo di grazia” ha commentato con una punta di amarezza Briatore, secondo cui il suo ex amico era diventato un po’ come il Diavolo per l’opinione pubblica e “questa cosa lo ha distrutto”. (agg. di R. G. Flore)

LE PAROLE DI CERCHIAI E CASTELLUCCI

Gilberto Benetton è morto ieri sera dopo una lunga malattia. Non mancano su diversi quotidiani le analisi su quello che potrebbe succedere ora al cosiddetto “impero Benetton”, la cui guida dovrebbe probabilmente andare ad Alessandro, nipote di Gilberto. Intanto in una nota il Presidente di Atlantia Fabio Cerchiai e l’Amministratore delegato Giovanni Castellucci fanno sapere di unirsi “al dolore della famiglia Benetton per la scomparsa di Gilberto. La sua riservatezza, la sua passione per le sfide e la sua ambizione di crescita globale ci hanno accompagnato e guidato nei tanti anni di lavoro comune, in cui abbiamo potuto apprezzare le straordinarie qualità dell’uomo e la grande capacità di visione dell’imprenditore, che ha saputo indicare la via per aprire nuovi percorsi di sviluppo. Gilberto resterà nei nostri cuori e la sua scomparsa ci lascia nel dolore”. (aggiornamento di Bruno Zampetti)

DALL’ABBIGLIAMENTO ALLE OPERAZIONI FINANZIARIE

E’ morto all’età di 77 anni, Gilberto Benetton, una delle menti più geniali dell’imprenditoria italiana degli ultimi decenni. E’ un Benetton ma come storicamente si sa, lui di magliette, sciarpe e maglioncini se ne intende ben poco, ma è anche lui ad aver di fatto salvato il nome della famiglia e il suo marchio. Il Gruppo Benetton nasce infatti come rivenditore e produttore di capi di abbigliamento, ma dopo i fasti degli anni ’80 e ’90, il successo si affievolisce, surclassato dai vari Zara, H&M, Primark e via discorrendo, che sono di fatto i “Benetton” del presente e del futuro. Gilberto aveva già capito che il successo dell’abbigliamento non sarebbe durato a lungo, e di conseguenza è stato lui a voler allargare l’azienda ad altri rami, a cominciare da Autogrill, divenuto grazie a lui un marchio mondiale, per proseguire con Autostrade per l’Italia, prelevata dall’Iri. L’unico neo nella sua gloriosa carriera, l’acquisto di Telecom insieme a Tronchetti Provera, un affare complicato e molto politico, che farà perdere un sacco di soldi ai Benetton. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

IL CORDOGLIO DI ZAIA

E’ arrivato anche il messaggio di cordoglio ufficiale del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in merito allascomparsa di Gilberto Benetton, fondatore dell’omonimo gruppo che gestiva assieme ai fratelli Luciano, Carlo e Giuliana. Ha affermato Zaia: “Se ne va un grande trevigiano, esponente di una famiglia di imprenditori che è diventata il simbolo stesso dell’imprenditoria made in Veneto. La famiglia Benetton, sin dagli albori della loro storia imprenditoriale ha rappresentato un modo diverso e nuovo di fare impresa. Ha innovato il concetto e i metodi di produzione, ha rivoluzionato vendita e marketing, ha creato nuovi gusti e un nuovo linguaggio pubblicitario. Insieme ai suoi fratelli, Gilberto ha portato nel mondo una nuova immagine del Veneto che, da contadino e artigiano, si è affermato nei diversi continenti con la fantasia dei suoi prodotti e dei suoi colori, la forza dell’organizzazione aziendale e della qualità. Ci mancherà la sua capacità di pensare in grande, di sognare una avventura imprenditoriale che è riuscita a travalicare ogni confine.” (agg. di Fabio Belli)

ALLERGICO AI SALOTTI ROMANI

“Non siamo mai stati bravi a tenere i rapporti con Roma, del resto siamo veneti.” Così raccontava ai suoi più stretti collaboratori Gilberto Benetton, rivendicando il suo ruolo di imprenditore schivo, abituato a lavorare lontano dalla luce dei riflettori e allergico ai salotti buoni della politica romana. Uno dei personaggi dell’imprendtoria italiana con il quale aveva legato maggiormente era Marco Tronchetti Provera, al quale era rimasto vicino ai tempi della fase più tempestosa per la Telecom. E col passare degli anni Gilberto Benetton si era defilato alla vicepresidenza del gruppo, aiutato dai fratelli, snza far pesare il suo status di dodicesimo uomo più ricco d’Italia, come l’aveva definito nella sua speciale classifica la rivista Forbes. (agg. di Fabio Belli)

LA SCOMPARSA IMPROVVISA

È morto all’improvviso Gilberto Benetton, uno dei fratelli che fondarono l’omonimo Gruppo nel 1965: aveva 77 anni e purtroppo era malato da tempo, come annuncia l’Ansa da fonti ufficiali della Famiglia Benetton. Nella sua lunga e lungimirante carriera è stato oltre che ideatore e fondatore del Gruppo United Colors of Benetton, vicepresidente di Edizione Srl – la finanziaria di famiglia – nonché responsabile di Autogrill. Al momento era consigliere del Gruppo Benetton, di Atlantia (la holding di famiglia che possedeva le maggiori quote di Autostrade per l’Italia), Mediobanca, Pirelli, Allianz: era uno degli uomini più potenti e influenti dell’industria italiana, esportatore del marchio made in Italy in tutto il mondo. Non solo, era il 12esimo uomo più ricco d’Italia secondo Forbes con un patrimonio di oltre 2 miliardi di dollari. Gilberto se ne va pochi mesi dopo l’amato fratello Carlo, scomparso lo scorso 10 luglio anche lui dopo una lunga malattia: cordoglio e condoglianze alla famiglia intera, specialmente ai due fratelli rimasti, Luciano e Giuliana Benetton.

LE RECENTI CRITICHE PER IL PONTE MORANDI

Negli ultimi mesi inevitabile il suo coinvolgimento molto pressante nella tragica vicenda del Ponte Morandi a Genova: dopo il crollo del viadotto lo scorso 14 agosto, il fondatore del Gruppo Benetton (detiene il 30,25% di Atlantia che possiede l88,06% di Autostrade per l’Italia) ha rotto il silenzio dopo le tantissime polemiche sorte contro la famiglia per non aver parlato subito e non aver dimostrato particolare “empatia” per quanto di tragico successo sulle proprie stesse autostrade. «Dalle nostre parti il silenzio è considerato segno di rispetto. Edizione, la nostra holding, ha parlato meno di 48 ore dopo la tragedia, a voce bassa è vero, perché la discrezione fa parte della nostra cultura. Ha però comunicato con parole chiare e inequivocabili un pensiero di cordoglio alle famiglie delle vittime e la vicinanza ai feriti e a tutti coloro che sono stati coinvolti in questo disastro», spiegò Gilberto Benetton in una delle ultime interviste al Corriere della Sera, il 6 settembre scorso. «Con altrettanta fermezza – prosegue il fondatore del Gruppo Benetton – abbiamo dichiarato che verrà fatto tutto ciò che è in nostro potere per favorire l’accertamento della verità e delle responsabilità dell’accaduto. Forse non siamo stati sentiti».

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