Di Maio contro Draghi: “Avvelena il clima”/ Ultime notizie: “spread danneggia banche”: Renzi, “cambi manovra”

Draghi, Di Maio “Il presidente BCE avvelena il clima”. Ultime notizie, il ministro del lavoro e dello sviluppo economico: “Ora bisogna tifare Italia”. Botta e risposta a distanza

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Mario Draghi (Lapresse)

Le dichiarazioni di Mario Draghi hanno innescato una nuova polemica, con il ministro del Lavoro Luigi Di Maio che è partito all’attacco: il governatore della BCE “avvelena il clima”, il parere del capo politico del Movimento 5 Stelle. Ma Matteo Renzi non ci sta: “Di Maio c’è o ci fa? I mercati sono molto critici sull’Italia e lui, tra un condono e l’altro, che fa? Attacca Draghi. Di Maio non deve attaccare Draghi o la Leopolda: deve cambiare la manovra altrimenti l’Italia va a sbattere. E già che c’è cambi anche chi gli scrive i discorsi”, il suo commento su Twitter. Questo, invece, il commento del dem Dario Parrini: “Gli attacchi di Di Maio a Draghi sono la cosa più ridicola degli ultimi mesi. Il Paese è in mano a dei piccoli clown senza ritegno che sull’economia italiana avranno lo stesso effetto di una peste”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SALVINI: “DIFENDEREMO LE BANCHE”

Dopo il monito di Mario Draghi, che ha avvisato sui rischi per il sistema bancario rappresentato dall’aumento dello spread, prima la replica di Luigi Di Maio – che ha accusato il governatore della BCE di “avvelenare il clima” – poi quella dell’altro vicepremier, Matteo Salvini, che dal Consiglio Federale della Lega a Milano ha detto:”Non commento gli altri. Sono convinto della bontà delle scelte di questo governo. Se qualcuno pensa di speculare con lo spread o usando altro, sappia che c’è un Paese pronto a rispondere. Non torneremo indietro di mezzo millimetro”. Salvini, come riportato dall’Huffington Post, ha inoltre assicurato:”Nessuna banca salterà. Se qualcuno pensa di speculare sulla pelle dei risparmiatori e degli italiani, sappia che c’è un governo e c’è un paese pronto a difendere le sue imprese, le sue banche e la sua economia, costi quel che costi”. (agg. di Dario D’Angelo)

DI MAIO CONTRO DRAGHI: ATTESA PER GIUDIZIO STANDARD & POOR’S

Nuovo fronte polemico per il Governo gialloblu dopo la bocciatura della Manovra economica da parte della Commissione Europea e a seguito dell’intervento di Mario Draghi ieri alla BCE, mentre sono ore delicate in vista del tanto atteso giudizio dell’agenzia di rating Standard & Poor’s in merito a un possibile declassamento dell’Italia. Il vicepremier Luigi Di Maio, infatti, in un intervento che andrà in onda stasera nel corso della puntata di Nemo, il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha attaccato apertamente lo stesso Draghi di “avvelenare il clima” invece di fare fronte comune col nostro Paese e di tifare per esso. Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, ci sarebbe a suo dire molto più rispetto per ciò che sta facendo l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte da parte dei ministri altri Paesi e non di chi invece, come il capo della BCE, che critica invece il clima di tensione creatosi a Roma. E sull’imminente giudizio di Standard & Poor’s, Di Maio ribadisce di non aver paura dato che “abbiamo un debito privato quasi inesistente e questo crea stabilità economica”, anticipando quindi quello che sarà il suo commento nel caso in cui, come molti si aspettando, l’agenzia dovesse davvero declassare il nostro Paese. (agg. di R. G. Flore)

DI MAIO, “DRAGHI AVVELENA IL CLIMA”

Nuove parole di fuoco da parte del governo gialloverde nei confronti del numero uno della banca centrale europea, Mario Draghi. Dopo le dichiarazioni di Alberto Bagnai, senatore del Carroccio, che potete trovare qui sotto, ecco arrivare anche quelle del leader dei grillini Luigi Di Maio. Durante la registrazione della puntata di Nemo, in onda stasera su Rai 2 alle ore 21:20, il ministro del lavoro e dello sviluppo economico ha ammesso: «Secondo me siamo in un momento in cui bisogna tifare Italia e mi meraviglio che un italiano si metta in questo modo ad avvelenare il clima ulteriormente. Stiamo facendo una manovra di bilancio – ha aggiunto – che dà alla parte più debole». Di Maio sottolinea quindi come in questo momento vi sia maggiore rispetto dell’Italia da parte dei ministri stranieri «che dal capo della Bce che viene a dire che il clima di tensione in Italia è un problema». Il grillino ha poi cercato di abbassare un po’ i toni aggiungendo: «Draghi può dire quello che vuole e non sono nessuno per censurare quello che dice». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LE PAROLE DI BAGNAI

Ci pensa anche la Lega a contrapporsi alle parole di Mario Draghi dette ieri in conferenza stampa nella sede della Bce: lo fa però in maniera più “soft” rispetto al Movimento 5 Stelle e su un punto specifico, ovvero il tema delle banche. «A me sembra improprio che il massimo responsabile della stabilità finanziaria in Europa emetta degli allarmi, seppur poi velati e temperati, circa la tenuta delle banche di un paese che è sotto il controllo della sua vigilanza», spiega questa mattina a Radio Anch’io Alberto Bagnai, trai i massimi consiglieri economici di Salvini nonché senatore del Carroccio. «Se ascoltiamo tutte le dichiarazioni di Draghi di ieri vediamo che c’è anche un apertura al fatto che le politiche non convenzionali possano proseguire se le condizioni lo richiederanno. E quali sono le condizioni?», si chiede ancora Bagnati ai microfoni di Radio 1, «Per esempio quelle che la BCE si è data e non riesce ad ottenere e cioè che l’inflazione raggiunga stabilmente l’obiettivo del 2%». (agg. di Niccolò Magnani)

M5S: “NON VOGLIAMO USCIRE DALL’EURO”

Con una nota dei Deputati della Commissione Bilancio del Movimento 5 Stelle arriva la prima replica del Governo alle parole importanti dette oggi da Mario Draghi: «Non sappiamo più in che lingua dirlo: da parte nostra non c’è alcuna volontà di uscire dall’Euro, né vogliamo uno scontro con l’Unione europea. Lo ribadiamo ormai da giorni e speriamo ancora che il messaggio arrivi chiaro a Bruxelles», spiegano i grillini sottolineando come i mercati in realtà starebbero prezzando «la possibile uscita dall’Euro è perché ogni giorno da parte dei Commissari europei e, ci duole dirlo, anche del Governatore della Bce, arrivano attacchi all’Italia». Arrivano invece a Palazzo Chigi per il Consiglio dei Ministri, “sibillino” il Ministro per gli Affari Europei Paolo Savona, storicamente quasi mai in accordo con il n.1 della Bce: «Ognuno si assuma le proprie responsabilità». (agg. di Niccolò Magnani)

“TASSI INVARIATI” E LA BORSA MIGLIORA

La Bce ha confermato, in questa ultimissima fase della reggenza Draghi, il Quantitative Easing in prosecuzione fino a dicembre con il ritmo di acquisti da 15 miliardi mensili: «In seguito, se i dati più recenti confermeranno le prospettive di inflazione a medio termine, gli acquisti netti giungeranno a termine», ha aggiunto il n.1 della Banca Centrale Europea. Intanto sul fronte mercati e spread, dopo le parole di Draghi – tanto sulla fiducia in un accordo tra Italia e Ue sulla Manovra, quanto sui tassi invariati – la reazione è stato decisamente positiva: seduta positiva, Piazza Affari la migliore con +1,78% frutto della maggiore fiducia attorno ad un accordo tra il Governo italiano e i vertici della Commissione Europea. «Intendiamo reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza per un prolungato periodo di tempo», ha poi concluso Draghi «finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario». (agg. di Niccolò Magnani)

“LO SPREAD DANNEGGIA LE BANCHE”

L’Italia è una delle incertezze per lo scenario economico dell’Eurozona. Lo afferma Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, che si dice fiducioso circa l’accordo tra Commissione e governo, auspicando buon senso. Riferendosi allo spread dei Btp italiani ha commentato: «Non ho la palla di cristallo, se sarà 300, 400 o quant’altro. Certamente questi bond sono nel portafoglio delle banche, se perdono valore intaccano il capitale delle banche». Draghi ha poi spiegato cosa si può fare riguardo le banche per l’allargamento dello spread negli ultimi sei mesi: «Una prima risposta è ridurre lo spread e non mettere in dubbio la cornice istituzionale che sorregge l’euro». Inoltre, Draghi suggerisce una serie di tagli del rating sovrano dell’Italia per portarla a un livello speculativo da parte di tutte le principali agenzie che avrebbero come conseguenza quella di mettere le banche italiane al di fuori dei meccanismi ordinari di approvvigionamenti di liquidità. (agg. di Silvana Palazzo)

DRAGHI “ITALIA E UE TROVERANNO ACCORDO”

Era atteso l’intervento del numero uno della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, e il presidente della BCE ha cercato di gettare acqua sul fuoco, in favore dell’Italia e dei mercati internazionali. Parlando della manovra di bilancio, ufficialmente bocciata dalla commissione dell’Unione Euoprea, il numero uno della Banca Centrale del Vecchio Continente ha ammesso: «Sono fiducioso che si troverà un accordo. Non c’è stata una grande discussione sull’Italia – ha quindi aggiunto Draghi commentando la precedente riunione del direttivo dell’istituto di Francoforte – c’era Dombrovskis, gli ho chiesto il permesso di citarlo, nel dire che occorre osservare le regole di bilancio, ma cercare anche il dialogo».

“SPREAD? ECCO COME ABBASSARLO”

Un giornalista ha poi incalzato Draghi sul rischio che la BCE possa far prevalere le esigenze di bilancio dell’Italia, e non quelle di politica monetaria: «Non vediamo nessun rischio – ha replicato – Finanziare i deficit non è nel nostro mandato, abbiamo l’Omt come strumento specifico, per il resto siamo in un regime di dominanza monetaria». Obbligatorio parlare dello spread, che nelle ultime settimane ha ripreso a salire: «Sta causando un rialzo dei tassi a famiglie e imprese – dice Draghi – questi bond sono nel portafoglio delle banche, se perdono valore intaccano il capitale delle banche». Per il presidente della BCE le cose da fare sono due: «Abbassare i toni ed evitare di mettere in discussione l’architettura dell’euro. In secondo luogo adottare politiche che riducono lo spread». Da segnalare infine la conferma di mantenere invariati i tassi di interesse, vicini allo zero, rispettivamente a 0,00%, 0,25% e -0,40%.

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