Uccise i due nipoti per l’eredità: 85enne a processo/ Arzana, dovrà rispondere di duplice omicidio volontario

- Emanuela Longo

Uccise i due nipoti per l’eredità: l’85enne Peppuccio Doa è statao rinviato a giudizio. La prima udienza del processo in corte d’Assise a Cagliari il prossimo febbraio.

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E’ accusato di aver ucciso i suoi due nipoti e per questo Peppuccio Doa, 85enne di Arzana, piccolo centro in provincia di Nuoro, oggi è stato rinviato a giudizio. Il processo prenderà il via il prossimo 4 febbraio quando l’anziano sarà chiamato a comparire davanti alla Corte d’Assise di Cagliari per difendersi delle gravissime accuse di omicidio volontario dei suoi nipoti. A stabilirlo, come spiega il portale CagliariPad.it, è stato il Gup del tribunale di Lanusei, Francesco Alterio, accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Nicola Giua Marassi. Insieme all’anziano andrà a processo anche il genero, Massimiliano Sumas di anni 44, accusato di favoreggiamento. Il duplice delitto fu commesso il 10 giugno di due anni fa quando i nipoti Andrea e Roberto Caddori, fratelli rispettivamente di 43 e 46 anni furono ucciso a colpi di pistola mentre erano in casa dell’anziana sorella di Doa, Maria, all’epoca dei fatti 91enne. Secondo l’accusa, il pensionato temeva che la donna stesse per intestare tutti i beni di famiglia ai due nipoti escludendolo così dall’eredità. Di questo chiese conto ai nipoti, uno dei quali si era sempre preso cura dell’anziana zia e ne scaturì una violenta discussione poi culminata in delitto.

PEPPUCCIO DOA A PROCESSO: UCCISE I DUE NIPOTI

Secondo quanto contestato dalla procura, Peppuccio Doa uccise i due nipoti con 4 colpi di pistola (due ciascuno) esplosi da una calibro 7.65. Dopo il delitto l’anziano si sarebbe dato alla fuga salvo poi decidere, alcuni giorni dopo di consegnarsi alle forze dell’ordine. Durante gli interrogatori l’85enne di Arzana non aveva negato di aver esploso i colpi di arma da fuoco ma aveva con forza smentito di averlo fatto volontariamente sostenendo sempre la tesi della legittima difesa. L’uomo ha già trascorso tre mesi in carcere per il duplice omicidio volontario dei due nipoti e nove ai domiciliari salvo poi tornare in libertà con la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Muravera. Il prossimo febbraio si aprirà il processo in corte d’Assise durante il quale si cercherà di fare luce definitivamente sulle morti di Andrea e Roberto Caddori, entrambi uccisi per l’eredità.



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