Udine, 16enne muore di overdose di eroina gialla/ Ultime notizie, la madre di Alice: “nessun segnale”

- Davide Giancristofaro Alberti

Alice, morta a 16 anni per l’eroina gialla. Il padre “Stava sbocciando, non mi piaceva il suo fidanzato”. Parla Mario Bros, il genitore della giovane deceduta a Udine mercoledì

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Alice, 16enne morta dopo eroina gialla a Udine

Overdose di eroina gialla: questa la causa della morte della giovane Alice, 16enne di Udine deceduta nei bagni della stazione del posto. Una tragedia che colpisce la famiglia, con madre e padre che affrontano il lutto più doloroso che possa esistere. Intervistata dal Corriere della Sera, la mamma della giovane ha sottolineato a proposito del fidanzato: “Lui la opprimeva, le chiedeva di stare fuori la notte. Mario e io ovviamente ci siamo sempre opposti”. E sulla droga ha aggiunto: “Sarò stata stupida, ma non me ne sono accorta: mesi fa, dopo ripetuti bisticci con la sorellina più piccola, l’ho portata da uno psicologo perché quelle liti mi preoccupavano. Nessun segnale o sospetto… E poi figurarsi, lo scorso anno aveva lasciato un fidanzatino perché girava con del “fumo”. Alice era candida, ma forse troppo raggirabile”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

COS’E’ L’EROINA GIALLA

Dopo la morte di Alice, 16 anni, e di quasi 20 giovani vittime di overdose tra Mestre e Udine, scatta definitivamente l’allarme eroina gialla. Ma quali sono le sue caratteristiche? Perché viene chiamata gialla se solitamente all’eroina ci si riferisce come “sugar brown”? E perché viene considerata così pericolosa? Tutte domande alle quali ha provato a rispondere Il Messaggero, spiegando innanzitutto che  il rischio maggiore è determinato innanzitutto dalla quantità di principio attivo presente nella dose. La produzione di eroina è infatti in costante in aumento, ma la richiesta ha vissuto anni di forte calo a spese di altre droghe soprattutto artificiali. Questo significa che gli spacciatori non hanno più bisogno di “tagliare” eccessivamente il prodotto e il principio attivo contenuto in una dose può raggiungere anche il 50%, a differenza del 10/15% degli anni “d’oro” del consumo di eroina. Sul fatto che l’eroina venga chiamata “gialla” restano degli interrogativi, dal momento che il colore non è mai così nettamente distinguibile. (agg. di Dario D’Angelo)

LA MORTE DI ALICE A 16 ANNI

Ha perso la figlia mercoledì scorso, stroncata da una dose letale di eroina gialla. Mario Bros, assistente tecnico scolastico, ha comunque trovato la forza per sorridere: «Alice? Era bella – racconta al Corriere della Sera – bella nei suoi sedici anni, l’età in cui tutto sboccia». Alice aveva appena 16 anni, è morta nel bagno della stazione di Udine dopo aver assunto la diabolica droga che si sta diffondendo anche fra i giovanissimi nel nord-est dell’Italia, e che dallo scorso anno ha provocato almeno 18 vittime, come riferisce la procura di Venezia. Il suo spaccio è gestito dai nigeriani, ed è venduta in mix con altri farmaci. Mercoledì Alice è morta accanto al fidanzato con cui stava da qualche mese, coetanei e ex-compagni di classe al liceo artistico Sello di Udine, dopo che lo stesso è stato bocciato.

“NON MI PIACEVA IL SUO RAGAZZO”

E’ stato il giovane a fornire la prima versione di quanto sia accaduto: hanno preso un trancio di pizza, quindi hanno raggiunto a piedi la ferrovia, sono entrati nel bagno del binario 1, dove si sono poi iniettati l’eroina gialla. Secondo il ragazzo, sarebbe stata Alice a procurarsi la droga (forse per discolparsi?), poi entrambi avrebbero perso i sensi. Quando si è ripreso la ragazza era già morta a causa, come stabilirà poi l’autopsia, di un edema cerebrale e di uno polmonare. Il fidanzato, anch’egli stordito, non si sarebbe accorto del decesso della ragazza che pensava svenuta, e l’ha così portata sotto un lavandino per svegliarla, movimenti che sono stati poi notati da un addetto alle pulizie, che a sua volta ha avvisato la Polfer. «Non volevo che quel ragazzo frequentasse Alice – aggiunge Mario, il padre della vittima – quando erano assieme non avevamo controllo. Ma non potevo stroncare così quella storia, c’era il rischio che si legassero ancora di più».

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