ISABELLA NOVENTA/ Meluzzi: dietro l’omicidio la mala del Brenta o la criminalità organizzata

- int. Alessandro Meluzzi

Oggi la sentenza di secondo grado sulla scomparsa di Isabella Noventa, secondo il criminologo ALESSANDRO MELUZZI ci sarebbe la complicità della mala

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Isabella Noventa

Il tentativo di mascherare l’omicidio di Isabella Noventa come un triangolo amoroso, un gioco erotico finito male è stato smentito e smontato subito dall’accusa e dai giudici di primo grado che hanno condannato i il fidanzato, la sorella di lui, e una rivale in amore (Freddy e Debora Sgorgato e Manuela Cracco) rispettivamente a 30 e 16 anni di carcere. Ma quale sia la motivazione di questo caso, in cui manca la cosiddetta prova regina, il cadavere della vittima, nessuno ha saputo ancora dirlo. Per il criminologo Alessandro Meluzzi (ma anche per l’ex marito della donna da cui si era separato nel 2010, Piero Gasperini) la motivazione vera del delitto ha a che fare con il denaro, la criminalità organizzata, addirittura la famosa mala del Brenta. Ecco cosa ci ha detto.

Manca la prova regina di ogni processo, il cadavere della vittima. E’ possibile arrivare a una sentenza in queste condizioni? Come influenza questa cosa un processo?

Lo influenza senza dubbio, ma come è stato detto dall’accusa non siamo davanti a un triangolo sentimentale finito male di un gruppo di 30enni/50enni. Si lega piuttosto a motivi di denaro. Ci sono movimenti di denaro sui conti del fidanzato, c’è sicuramente una attività in atto con la criminalità organizzata, il coinvolgimento del convivente di Manuela Cracco, un carabiniere (poi destituito dall’Arma, ndr) che fu trovato con 124mila euro in contanti nascosti in uno scatolone. 

Lei ha parlato addirittura di mala del Brenta, come mai?

Onestamente non so dire se la mala del Brenta esista ancora, ma la sparizione totale del cadavere della donna è tipico di quella organizzazione criminale, una capacità scientifica che solo loro avevano in quella zona.

Che fine pensa possa aver fatto il corpo?

Sicuramente non è stato gettato nel Brenta come dicono gli accusati se no ormai sarebbe riemerso. Probabilmente è stato gettato in qualche cisterna chissà dove o addirittura in Slovenia dove il fidanzato si recava spesso. 

I tre sospetti sono stati condannati ma una motivazione ufficiale del delitto non c’è.

Non si è scandagliato nella direzione giusta, la mancanza del cadavere è l’ultimo dei problemi. Personalmente resto convinto che il caso sia legato alla criminalità, forse la signora stessa aveva avuto bisogno di denaro e scoperto  dei traffici illeciti e dunque messa a tacere per sempre. Lo stesso ex marito della Noventa la pensa così:  “la scomparsa di Isabella l’hanno organizzata per conto di altri ai quali l’hanno consegnata, consapevoli di quanto doveva succedere”.

 

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